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Direttore: Alberto Mesca

Il Vino:
Immerso nelle montagne dell'Appennino Umbro-Marchigiano troviamo il territorio prevalentemente collinoso dell'Umbria.
Nonostante la superficie della regione coltivata a vite sia piuttosto limitata, la qualità dei vini prodotti è elevata, grazie anche alle condizioni climatiche favorevoli.
Esponenti di spicco della produzione umbra sono le D.O.C.G. il Torgiano Rosso Riserva ed il Sagrantino di Montefalco ottenuti rispettivamente da vitigni Sangiovese e Sagrantino.
Da segnalare anche il Montefalco rosso e bianco, il Rosso orvietano e l'Assisi rosso e bianco.

Ogni piatto
richiede un VINO DIFFERENTE.
Per poter effettuare un'abbinamento ideale sono necessarie conoscenze culinarie e vinicole, ma per rendere un pò meno arduo questo compito, ci siamo sforzati nel darVi delle regole basilari :
  • antipasti:
    • frutti di mare: vini bianchi secchi, giovani, dai profumi fruttati e floreali, da servire intorno ai 10°C;
    • verdure cotte o crude: vino bianco che segue con la portata successiva;
    • salumi cotti: vini rossi secchi;
    • salumi stagionati: vini rosati, morbidi, secchi, poco alcolici;
  • primi piatti:
    • risotti e/o farinacei: sono le salse a determinare l'abbinamento con il vino , se a base di pesce, vini bianchi secchi; se a base di carne, vini rossi leggeri; se a base di cacciagione, vini rossi robusti;
    • pasta con condimento semplice : vini bianchi di medio corpo;
    • pasta con condimenti ricchi : vini rossi pieni ed armonici;
  • carne:
    • carni bianche : vini rossi giovani e morbidi;
    • carni bovine o suine : vini rossi dal profumo leggero;
    • cacciaggioni: vini rossi dal profumo abbastanza intenso;
  • pizze:
    • pizza napoletana : vini secchi con retro gusto amarognolo;
    • pizza margherita : vini bianchi secchi;
    • pizza quattro formaggi : vini rossi di corpo;
    • pizza ripiena : vini freschi e giovani;
  • la corposità del vino deve essere proporzionata al piatto, per armonizzare e distinguere i sapori;
  • ogni piatto ha il suo vino ideale, per tanto sarebbe buona regola variare il vino ad ogni portata;
  • solitamente le fritture devono essere abbinate con i vini bianchi;
  • sono determinanti nella scelta del vino anche le salse,le spezie,le erbe e persino il modo in cui viene cucinata la portata;
  • la combinazione del colore del vino con il colore della portata non è una regola fissa;
  • nella preparazione della portata l'uso del vino condiziona la scelta dello stesso vino ;
  • il pesce richiede generalmente vini bianchi, ma non è una regola generale, come per il pesce spada a cui può essere indicato anche un vino rosso leggero;
  • i funghi richiedono solitamente vini che ne esaltino le caratteristiche e che non ne coprano troppo i sapori;
  • per i formaggi si può dire in via generale che più sono freschi e meglio si abbinano con un vino bianco o rosso poco strutturato, mentre più il formaggio è stagionato e più richiede un vino rosso e di corpo;
  • i dolci si sposano con vini amabili o dolci;
  • può risultare ideale la combinazione di un piatto tipico regionale con un vino della stessa regione.
Vino e salute...


Il vino non può essere considerato un alimento; infatti, pur contenendo zuccheri, vitamine, minerali e sostanze azotate ha un apporto di sostanze nutrienti sostanzialmente trascurabile. Nonostante ciò il vino ha un ruolo nella dieta alimentare e, anzi, dispone di talune proprietà fisiologiche in relazione all'alcool etilico e a certe sostanze 'minori' presenti (glicerolo, tannini, catechine, ecc.).
Il vino è, quindi, una bevanda alcolica che fa parte delle nostre tradizioni alimentari e svolge alcuni effetti positivi per l'organismo se consumata in dosi che tengono conto della tolleranza e delle necessità energetiche giornaliere.
Sulla base di studi effettuati si può affermare che bere vino (in quantità moderata) produce benefici effetti a livello sia di apparato digerente che cardiovascolare. In particolare, per l'apparato digerente, oltre a stimolare le secrezioni gastriche e salivari (con conseguente crescita dell'appetito) provoca una diminuzione del rischio di calcoli biliari.
Per quanto riguarda l'apparato cardiovascolare, alcuni studi hanno portato a considerare i benefici effetti sulle malattie coronariche, soprattutto in termini di riduzione di mortalità per infarti del miocardio. Tali rischi di mortalità, in ogni caso, crescono nel caso di persone astemie e di forti bevitori. L'alcool inoltre potrebbe far prevenire la formazione di trombi all'interno di vasi sanguigni.
Inoltre, il vino , se sapientemente abbinato ai piatti, ne migliora il loro valore gastronomico.
A dosi moderate svolge alcuni effetti positivi dovuti soprattutto ai numerosi prodotti secondari che si trovano nella soluzione idro-alcolica.

IL CONTENUTO DI ALCOL ETILICO:

Se il vino consumato riporta in etichetta:
Alcol 12% Vol. , significa che su 100 ml di vino sono presenti 12 ml di alcol etilico.
La quantità in g di alcol etilico consumato si valuta con la seguente operazione:
12 (% Vol.) x 0,79 (densità dell'alcol) =
g 9,48

Per calcolare i g di alcol etilico contenuti in una bottiglia di 750 ml , si procede come segue:

100 : 9,48=750 : X
X = g 71,10


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