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Direttore: Alberto Mesca

La trota Fario del Nera

 
   
Le acque limpide e fresche della nostra regione hanno da sempre ospitato la trota Fario, la cui specie è considerata la "regina" dei nostri fiumi.La trota, o meglio le trote, viste le diverse razze presenti in Italia, appartengono alla famiglia dei salmonidi e sono facilmente distinguibili dalle altre specie per la presenza di una pinna adiposa posta tra la pinna dorsale e la coda.
 
In Umbria le due specie presenti sono la Trota Iridea (Salmo Irideus) , importata dall'America settentrionale e sfruttata per la relativa facilità di allevamento e la Trota Fario (Salmo Trutta) , la più pregiata e ricercata, è la trota selvatica per antonomasia.
Lev trote Fario hanno un corpo slanciato con una potente coda, che gli permette di nuotare agevolmente anche nelle correnti più rapide, una livrea bruna sul dorso che va schiarendosi verso la parte ventrale, mentre sui fianchi spuntano i caratteristici puntini rosso sangue.
Lsa colorazione di base, varia molto, con tutta una serie di tonalità e sfumature dipendenti dall'ambiente in cui vivono, ed anche nell'ambito dello stesso corso d'acqua, a distanza di pochi metri, si possono trovare esemplari molto diversi.
Questa grande versatilità è certamente dovuta al fatto che la Trota Fario da sempre ha vissuto in ambienti aspri e duri, e per sopravvivere ha sviluppato una grande adattabilità che le permette di avere la colorazione più adatta in funzione dell'ambiente circostante per poter predearee, possibilmente, non essere predata.
   
   
Anche la taglia e la forma più o meno slanciata, sono in funzione dell' habitat e della quantità di cibo disponibile.
difficilmente in una risorgiva o in un piccolo torrente si potrà trovare una trota di grossa taglia, o un esemplare tozzo, ma solo esemplari di taglia modesta, molto slanciati.
C'è una cosa però su cui la Trota Fario, sia del grande fiume, sia del piccolo torrente, non transige: la qualità delle acque. Per la fario è necessaria infatti una quantità di ossigeno disciolto nell'acqua di almeno il doppio rispetto ad altre specie di pesci ed una temperatura non superiore ai 15 gradi. La trota Fario rappresenta quindi un indicatore biologico vivente di grande importanza e la sua presenza è di per se già un'ottima garanzia di buona salute delle acque.
 

Fiume Nera
,
l'habitat ideale per la Trota Fario
 
Ogni popolazione di Trote Fario rappresenta e trasmette dei valori e delle caratteristiche genetiche che vanno salvaguardate e difese con ripopolamenti attenti e mirati,con materiali ittici di qualità e se possibile, provenienti dallo stesso bacini idrico. non serve granchè ripopolare con esemplari di taglia , non abituati alle rapide correnti dei fiumi e ad una alimentazione naturale in ambiente selettivo come un torrente. Vanno altresì incentivati i ripopolamenti di ovanotti o di piccole trotelle di qualche centimetro. seguendo queste regole basilari, la regione Umbria da tempo, ha approntato due stabilimenti ittici (Borgo Cerrreto per la Provincia di Perugia e Terria per la Provincia di Terni) che lavorano materiale di ottima qualità proveniente dal bacino del fiume Nera che permettono di gestire al meglio i ripopolamenti delle acque da salmonidi del territorio.
   
   
Dal punto di vista della pesca sportiva la Trota fario è uno dei pochi pesci che riesce ad esaltare e divertire il pescatore sportivo più di ogni altra specie. Si può catturare in tutte le stagioni e con qualsiasi tecnica di pesca, sia con esche naturali sia con quelle artificiali; anche se la pesca più classica e tradizionale, almeno per il Nera, è quella a "spizzico" che si effettua con la lenza senza galleggiante, piombata con qualche pallino di piombo e lasciata derivare in corrente dopo aver innescato un bel verme di terra.
 
 
Solo chi pratica la pesca sportiva, può capire e comprendere l'emozione che si ha quando si sentono le inconfondibili tocche della trota che, all'estemità della nostra lenza, sta attaccando l'esca o la soddisfazione per una bella cattura ed a volte la felicità di poter restituire la libertà al pesce. Non sempre veramente. A volte fa anche piacere portare a casa unabella trota, cucinarla e gustarla in famiglia considerando le ottime qualità gastronomiche che hanno fatto sempre apprezzare questo pesce che in passato era destinato quasi esclusivamente alle ricche mense. Oggi sia la Trota Fario che la Trota Iridea sono disponibili in pò ovunque, grazie ai numerosi allevamenti ttici, che forniscono trote che certamente, da un punto di vista culinario, non hanno nulla da invidiare alle trote selvatiche, a prezzi più contenuti.
   
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Ricetta di trota Fario
- di Vittorio Battilocchi -
INGREDIENTI PER 4 PERSONE


Trota al tartufo

6 filetti di trota Fario del fiume Nera.

In un contenitore mettere i sei filetti e coprirli per il 60% con succo di limone e per il 40% di aceto di lamponi.
80 gr. di sale fino .
80 gr. di zucchero.
tenere 5 giorni in immersione.
Scolare i filetti e lavarli con vino bianco dei colli Umbri.
Asciugare leggermente e condire con una spolverata di Tartufo Nero di Norcia e olio extra vergine di oliva di Trevi.
Servire con pane tostato.
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LEGAMBIENTE UMBRIA - GESTIONE ECOSISTEMI FLUVIALI
 
Il fiume Nera e suoi affluenti rappresentano una risorsa ambientale unica nel loro genere, in cui possono collocarsi varie attività ricreative purchè siano praticate nel rispetto degli equilibri ambientali, vale a dire delle capacità dell'ecosistema acquatico. La pesca sportiva, che storicamente è l'attività sportiva più praticata, oggi, grazie alla politica d'intervento attuata e a certe scelte di gestione che hanno determinato un processo di crescita nella cultura alieutica, si può considerare una delle risorse con marcata vocazione turistica di maggior rilievo sul territorio della Valnerina; ma questo, per varie ragioni, è scarsamente riconosciuto. Si pensi alla gestione specifica che si attua sul tratto No-Kill del fiume Nera, 9 km di fiume in cui è consentito pescare solo con esche artificiali ( mosca e spinning, ritenute le meno impattanti sull'ecosistema acquatico e le meno depauperative sulla fauna ittica ) dive si pratica la tecnica del "catch and release" , ovvero il rilascio immediato del pesce catturato. Questa gestione, affidata dalla Provincia di Perugia a Legambiente, ha prodotto in undici anni dalla sua istituzione risultati su più fronti, che hanno interessato non solo il contesto alieutico, ma anche il territorio della Valnerina dal momento che si è venuto a creare un indotto sotto il profilo turistico con l'economia locale. Una realtà che produce lavoro ( attualmente sono 4 i dipendenti che lavorano sulla gestione ) e che in questi anni si è affermata in tutto il territorio italiano ed oltre confine ( grazie ad accordi fatti con tour operator del settore, ogni stagione si registrano diverse presenze di pescatori stranieri, per lo più americani ). Questo prodotto made in Valnerina ben presto è divenuto un caposaldo delle pesca a mosca in Italia, moltissime sono le recensioni su riviste specializzate e servizi video su programmi naturalistici e turistici, al punto che a in Borgo Cerreto nel 2002 è stata avviata una sede decentrata della Scuola Italiana di Pesca a Mosca di Castel di Sangro d'Abruzzo. Una vera scuola che insegna la tecnica della pesca con la mosca artificiale e cognizioni di ecologia fluviale, questo con il supporto dell'Aula Verde di Borgo Cerreto gestita da Legambiente ( struttura integrata alla gestione Nera No-Kill in cui si svolgono attività di educazione ambientale e ricreative rivolte al mondo scolare; una sistema che produce circa 6.000 presenze ogni anno ). Oggi grazie a questa attività la pesca tradizionale ha subito un processo di crescita in cui il rispetto per l'ambiente e un uso diverso della risorsa fiume sono gli elementi preponderanti, e in questo la pesca con la mosca artificiale ha avuto un ruolo fondamentale: esclusi i giorni dell'apertura della pesca alla trota che vede la fruizione di svariate categorie di pescatori, nella restante stagione la pesca con la mosca artificiale è la tecnica maggiormente praticata, in particolare sui fiumi Nera e Corno.
 
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