Presentato il “1° Raduno Regionale del cane da tartufo della Valnerina "Grifo Nero Valnerino"

Valnerina, 16/07/2012

Tartufo e Valnerina da tempo sono due elementi che vanno a braccetto nell’immaginario collettivo degli umbri e il I° Raduno Regionale del cane da tartufo della Valnerina "Grifo Nero Vulnerino”, conferma e sprona questo antico binomio. Alle presentazione dell’evento, nella sede di Piazza Italia della Provincia di Perugia, sono stati Assessore al Turismo della Provincia di Perugia Roberto Bertini, Consoli Giorgio, Presidente della Comunanza Agraria di Cammoro (Sellano), Domenico Manna Presidente Associazione Tartufai-Tartuficoltori Pietro Fontana, Antonio Guerrini, ideatore e coordinatore della manifestazione.
La manifestazione che si terrà domenica 29 luglio in loc Valle Canapina km 16 sp 459 Passo della Spina – Sellano è promossa dalla Comunanza Agraria di Cammoro (Sellano) e dall'Associazione Tartufai-Tartuficoltori, ha l’obiettivo di promuovere e valorizzare il cane tipico da tartufo della Valnerina e la tartuficoltura, attività ancora poco diffusa in questo comprensorio particolarmente vocato. “Con questo raduno regionale – spiega Bertini - unica nel panorama regionale, si cerca di intraprendere un percorso di selezione di una razza di cane da tartufo locale, allevato e conservato nei secoli dai maestri "tartufari" con grande cura in questa parte dell'Umbria. Il 29 luglio sarà una giornata impegnativa la mattina si terrà al gara mentre il pomeriggio sarà la volata del convegno “La tartuficoltura in Valnerina. Il cane da tartufo nella tradizione locale e le potenzialità di sviluppo della cultura tartuficola”. Sarà una giornata importante per tornare a parlare di tartuficoltura, una produzione per cui il territorio della Valnerina è molto vocato”. La conservazione di questa razza di cani da tartufo è merito dei mastri tartufai – ha affermato Guerrini – che credono nel tartufo come mezzo di sviluppo di questa zona. Le tartufaie naturali si stanno esaurendo oggi serve investire in altre ma non è facile far capire agli agricoltori di piantare piante che produrranno tartufi fra 10 anni, l’investimento è troppo a lungo”. “La legge regione in materia di tartufo – ha affermato Manna - è bloccata. Le tartufaie non possono essere considerate bosco perché e tutt’altro il tipo di manutenzione. Inoltre si deve superare la libera raccolta e pensare a regolamentare la stessa come la caccia”.