Montefranco: Mons. Betori ha consacrato la nuova chiesa adiacente al monastero di S. Bernardino.

Montefranco, 22/05/2006

E' stata dedicata al Santo Nome di Gesù.

Oltre cinquecento persone alla dedicazione e consacrazione della nuova chiesa intitolata al Santo Nome di Gesù a Montefranco, presso il complesso di S. Bernardino. La cerimonia è stata presieduta da mons. Giuseppe Betori, Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana. Insieme con lui l'arcivescovo Fontana e numerosi sacerdoti della diocesi spoletina. La celebrazione ha avuto inizio all'esterno del nuovo edificio di culto, dopo di che mons. Betori ha aperto ufficialmente le porte permettendo al popolo di entrare. Nella sua omelia l'alto prelato ha tracciato un profilo di S. Bernardino, il quale richiama tutti alla giustizia sociale e alla pace tra gli uomini e al quale sono legate molte tradizioni del popolo umbro. Poi un riferimento al nuovo titolo della chiesa, il Nome di Gesù: "in questo nostro tempo, ha detto mons. Betori, c'è bisogno che venga proclamato il nome di Gesù e riscoperta fino in fondo la sua figura.
Molti oggi, ha continuato il presule, spacciano salvezza - in termini di salute, bellezza e soldi - a basso prezzo. Noi cristiani dobbiamo riaffermare che solo Gesù è la salvezza. Ognuno deve impegnarsi per salvaguardarlo dalle contraffazioni con le quali oggi lo si nasconde. La Chiesa è da oltre duemila anni che dice con chiarezza a tutti chi è Gesù. Non ci spaventa, ha concluso il Segretario della Cei, un libro, tanto meno un film". La celebrazione è proseguita poi con la consacrazione dell'altare e l'unzione delle pareti della chiesa. Le monache Clarisse, che da Spoleto si sono trasferite a S. Bernardino, hanno rivestito il nuovo altare con la tovaglia, i fiori e le candele. La presenza di mons. Giuseppe Betori ha portato a Montefranco, e all'arcidiocesi di Spoleto-Norcia, la comunione di tutte le Chiese d'Italia. Al termine della suggestiva liturgia mons. Fontana ha salutato tutti coloro che hanno permesso la realizzazione della nuova chiesa e quanti in un modo o nell'altro si sono adoperati per preparare al meglio la grande festa. Il presule spoletino ha ringraziato i montefrancani per aver accolto in maniera eccellente e discreta una comunità di monache contemplative, che dalla bassa valnerina mancavano da oltre tre secoli. Ha anche auspicato che, nel segno di S. Bernardino, i nuovi spazi siano il primo mattone della nuova unità pastorale Montefranco-Arrone.