Bevagna: riapre al culto la chiesa di S. Francesco

Bevagna, 19/05/2006

Al suo interno la pietra dalla quale S. Francesco predicò agli uccelli.

Riapre al culto la chiesa di S. Francesco a Bevagna. Domenica 21 maggio alle ore 16 l'arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Riccardo Fontana, presiederà la celebrazione eucaristica nel restaurato luogo di culto. Al termine della messa porteranno il loro saluto la presidente della Regione Umbria, Maria Rita Lorenzetti, il sindaco di Bevagna, Enrico Bastioli e Vittoria Garibaldi, soprintendente ai Beni Culturali, Artistici e Architettonici dell'Umbria. La chiesa di S. Francesco è posta nel punto più alto della città delle Gaite e risale al secolo tredicesimo. Fu edificata dai bevanati poco dopo la morte di frate Francesco. Prima certamente vi sorgeva un tempio romano e poi l'oratorio di San Giovanni Battista. La facciata presenta la parte inferiore in blocchi di travertino; la superiore è completata, posteriormente, in muratura irregolare; si può ancora osservare un resto del rosone col simbolo dell'Agnello Mistico. L'elegante portale, a tutto sesto, è in travertino con arco esterno in pietra rosa del Subasio, e capitelli foliati in marmo. All'interno, ristrutturato in forme barocche nel 1746-50 e ad un'unica navata, c'è la cappella dell'Immacolata Concezione di Ascensidonio Spacca detto il Fantino di Bevagna. Sull'altare maggiore sono raffigurati i santi Giovanni Battista e Francesco, il cui autore è un anonimo del XVIII secolo. Nell'edificio sacro, incastrata nel muro e protetta da una griglia di ferro, vi è una pietra sulla quale, secondo la tradizione, San Francesco avrebbe posato i piedi quando predicò agli uccelli in località Pian d'Arca tra Bevagna e Cannara. A Pian d'Arca ancora oggi una cappella tiene vivo il ricordo della predicazione di San Francesco agli uccelli.