Il sindaco di Foligno difende Humourfest e il lavoro della giuria

Foligno, 18/05/2006

Marini: “Nessuna offesa alla Chiesa, ma seria riflessione su chi al mondo muore di sete”Il sindaco: “E’offensivo, come fa Ronconi, definire ‘scalcinata’ la manifestazione umoristica”Rispetto alle critiche avanzate dall’on. Maurizio Ronconi dell’UDC nei confronti di Humourfest, la rassegna internazionale dell’Umorismo, che il Comune di Foligno organizza da 21 anni, richiamando disegnatori satirici da ogni parte del mondo, c’è da registrare una ferma risposta del sindaco di Foligno, Manlio Marini, che si riporta di seguito, integralmente.“La satira non solo deve far sorridere, ma anche riflettere; evidentemente l’on. Ronconi non è in sintonia con questo tipo di linguaggio, per cui non sorride e non riflette. Ecco quindi che, indossati gli abiti del censore, bolla il disegno vincitore della rassegna internazionale folignate e la rassegna stessa, definendo il primo, come ‘gratuitamente e inutilmente offensivo’ per la Chiesa Cattolica e la seconda, come ‘scalcinata manifestazione’.Rispetto tutte le opinioni, comprese quelle di chi è campione della categoria ‘parole in libertà’, quale è ormai insuperabile l’on. Ronconi.Considerare, però, ‘scalcinata’, cioè scadente, una manifestazione come Humourfest, che da oltre 20 anni (ricordo che la rassegna fu avviata nel lontano 1985) richiama artisti e disegnatori di primo livello da ogni parte del mondo, mostra il palese pregiudizio di Ronconi nei confronti di questo consolidato concorso internazionale. Alcuni numeri possono aiutare anche il parlamentare umbro a capire meglio le cose: il concorso 2005/2006, avente per tema “L’ultima goccia”, ha fatto pervenire a Foligno 2035 opere di 951 autori, provenienti da ben 60 nazioni, 136 dei quali, grazie al tam- tam di Internet, arrivati dalla Cina.Come fa, quindi, Ronconi a sostenere che ‘la manifestazione è ancora alla ricerca di una qualche notorietà e gli organizzatori immaginano di guadagnarla nel modo più scontato e squallido possibile’? Di squallido, egregio onorevole, c’è solo il suo linguaggio.Ho partecipato con gli altri componenti della Giuria, composta da nomi autorevoli della satira, come Enrico Vaime, Sergio Staino, Giuliano Rossetti e Lanfranco Cesari, alle lunghe e laboriose selezioni e mai, nelle 2035 opere, abbiamo ravvisato toni o atteggiamenti offensivi per chicchesia.Il disegno di Renata Salvemini non vuole affatto colpevolizzare la Chiesa o le gerarchie, ma il sen. Ronconi è libero di interpretarlo come meglio crede.Quello che conta è la motivazione della Giuria che assegnandogli il primo premio, lo ha definito ‘disegno intriso di profonda ironia, fa scaturire un sorriso leggero da un tema, la carenza d’acqua, a dir poco allarmante”.Nel continente africano e in altri Paesi del terzo mondo, lo ha ricordato pochi mesi fa il missionario Alex Zanotelli in un affollato incontro a Palazzo Trinci, purtroppo a volte resta solo la Chiesa a battersi contro le ingiustizie dei paesi ricchi e sviluppati, che affamano e assetano fino alla morte, milioni di persone.Ecco perché, nel disegno quelle poche gocce dell’aspersorio bevute come vera acqua salvifica (così interpreto io), non possono costituire offesa per nessuno, Ronconi escluso.Ognuno la pensi come meglio crede; il disegno vincente può anche non piacere, o essere considerato graffiante e irriverente, ma la satira è per definizione graffiante e irriverente.Ergersi poi, a paladino della Chiesa con simili mezzucci strumentali, come fa Ronconi, questo sì che è avvilente ed eticamente inaccettabile”