Claudia Koll, santa subito

Italia, 12/05/2006

Dopo una vita disordinata, ha trovato la fede: dimenticato Brass, ora non passa giorno per lei che non sia santificato dalla messa e dalla comunione
«Capii che nella mia vita c'era qualcosa che non andava»: è cominciata così la svolta esistenziale che ha radicalmente trasformato Claudia Koll in un'altra donna.
Diversa anche nell'aspetto: non più glamour e ammiccante come un tempo, ma sempre più diafana nell'incarnato e con un'espressione sognante, come di una persona vicina alla beatitudine. Nasce da «tanti errori», da una spasmodica ricerca d'amore «attraverso strade sbagliate», la scelta religiosa dell'ex musa di Tinto Brass, che oggi fa la comunione ogni giorno e spende la propria popolarità come testimonial del Vis, l'organizzazione internazionale non governativa che rappresenta i missionari salesiani nel mondo.
«Era naturale che mi rivolgessi al Signore - ha spiegato la Koll -, che chiedessi aiuto a Lui. E Lui mi ha aiutata, ha cambiato la mia vita». L'attrice ha testimoniato le tappe e i motivi del percorso di fede intrapreso nella conferenza sull'enciclica di Benedetto XVI, la Deus caritas est, presso l'Università Lumsa, al fianco dell'arcivescovo Angelo Comastri.
«Appena nata ho rischiato di morire, insieme a mia madre - ha raccontato la Koll - e lei, in un momento di disperazione, mi ha affidato alla Madonna del Rosario, la Madonna di Pompei, tanto che come secondo nome ho quello di Maria Rosaria. Da piccola - ha proseguito l'attrice -, vista la salute instabile di mia madre, sono stata spesso custodita da persone a noi vicine, come una mia nonna che aveva perso la vista e alla quale raccontavo i film che guardavamo insieme».
Mentre in Claudia bambina matura «la ricerca continua di un amore totale», nasce anche «la voglia di diventare attrice». «Nonostante una formazione così solida - ha rivelato poi la Koll -, mi sono smarrita per strada, sono arrivata a un punto in cui ho collassato». Alla crisi ha contribuito il bisogno d'amore «cercato però in uomini sbagliati, e per di più con la paura costante di essere abbandonata».
«Non potevano aiutarmi il denaro, il successo, gli amici potenti - ha aggiunto l'attrice -. C'era qualcosa di più grande di me. E per andare verso la casa del Padre dovevo assaggiare anche il cibo cattivo». Claudia Koll ricorda anche un momento in cui, in una cerimonia religiosa, ha sentito le gambe piegarsi ed è scoppiata a piangere: «Quell'amore che avevo sempre cercato per strade sbagliate mi aveva risposto. Non era facile: venivo da una vita disordinata, ci è voluto del tempo per ricostruire e mettere ordine».