Il nuovo protagonista al BAR è il vino

Italia, 06/05/2006

+18,7% in due anni

Mai come in questi anni il vino sembra essere diventato una delle bevande maggiormente richieste nei bar italiani, facendo registrare un incremento che sfiora il 20% solo nell’ultimo biennio.
Questa crescita a dir poco clamorosa emerge chiaramente dai dati raccolti da CDA - Consorzio Distributori Alimentari, che con i suoi 97 soci è oggi il più importante gruppo indipendente italiano di distributori di bevande.
Nato nel 1988 in Lombardia, dal desiderio di alcuni imprenditori locali operanti nel settore della distribuzione di bevande, CDA si è trasformato nel giro di pochi anni in una struttura di carattere nazionale, leader di mercato. Con soci operanti in tutto il territorio italiano ed un fatturato complessivo di circa 450 milioni di euro (ottenuto per il 75% nel canale Horeca), il consorzio può oggi vantare una quota di mercato davvero considerevole, che si attesta intorno al 10%, con oltre 40.500 pubblici esercizi serviti in tutto il Paese.

Proprio dall’indagine effettuata da CDA su questo rappresentativo campione di clienti, risulta evidente la crescente importanza assunta dal vino nei bar italiani. Proprio il canale bar infatti sviluppa oggi oltre il 45% del fatturato vino dell’intero consorzio, pari a circa 32 milioni di euro.

Un exploit dovuto innanzitutto al cambiamento del consumatore, sempre più orientato alla scelta di prodotti vinicoli “di qualità” (“è importante sapere la zona di provenienza del vino”, dichiara il 43% dei consumatori tra i 15 e i 74 anni intervistati da CDA, mentre il 36% desidererebbe intendersi maggiormente di vino) e alla sua forte propensione alla degustazione del vino “fuori casa” (“mi piacciono quei locali che ti danno la possibilità di ordinare a bicchiere” – 45% - “mi sono avvicinato al vino grazie a nuovi locali come wine bar” – 10%), come ottima occasione per “ritrovarsi e socializzare”, come dichiara il 51% degli intervistati (in netto aumento rispetto al 40% del 2002). Per quanto riguarda le preferenze i rossi sono in netto vantaggio con il 41,3%, mentre i vini piemontesi sono considerati quelli di migliore qualità (23,6%). Ai toscani invece la medaglia d’oro per la genuinità (15%) e per l’immagine di “vini di moda” (20%).

Parallelamente, in questi anni, si è andata modificando la funzione del bar che ha unito alla sua formula originale di colazione al mattino, una proposta a 360° che potesse rispondere alle differenti esigenze di consumo, dall’aperitivo all’intrattenimento dopo cena.

Il bar quindi ha trovato nel vino un ottimo alleato, non solo per la pausa aperitivo, ma come logico accompagnamento al consumo di pasti veloci o come un ottimo complemento nel dopo cena. Sono infatti in forte aumento quei locali che attivano al proprio interno un “wine corner”, mentre il vino è ormai presente anche nei pub e nelle discoteche.

Eppure, nonostante questa crescita e la consistenza numerica dei punti vendita (in Italia se ne contano circa 125.000 capillarmente distribuiti su tutto il territorio), il bar continua ad essere trascurato dalla distribuzione, che per il vino preferisce focalizzare la propria attenzione sulla ristorazione.

Spesso quindi ci si trova di fronte ad una vera e propria mancanza di “cultura del vino” ed il livello di conoscenza degli operatori (così come quello dei consumatori) necessita di una preparazione approfondita, così da poter soddisfare appieno le richieste di una clientela sempre più desiderosa di accostarsi al magico universo del vino.

Proprio per questo motivo CDA, in stretta collaborazione con MiWine – Esposizione Professionale dei Vini e dei Distillati di Qualità, in programma a Fiera Milano Rho dal 12 al 14 giugno – e AIS – Associazione Italiana Sommelier – ha dato vita al MiWine Bar Tour 2006, il primo “Master italiano sul vino al bar”, un interessante progetto di formazione e di aggiornamento professionale indirizzato ai responsabili di bar, wine bar, locali serali e notturni.

Il progetto, illustrato ieri nel corso della conferenza stampa di presentazione di MiWine, è coordinato da Alberto Zaccone – docente di Analisi Sensoriale all’Istituto di Enologia e Ingegneria Alimentare all’Università Cattolica del S. Cuore di Piacenza – e prevede 18 appuntamenti a partire da lunedì 8 maggio, in altrettante città italiane dalla Val d’Aosta alla Sicilia.