Morte Sergio Bonelli: il cordoglio di Bracco “colonna portante del fumetto italiano”

Umbria, 26/09/2011

“La scomparsa di Sergio Bonelli colpisce e addolora molto me e, penso, l’intera Umbria che proprio sabato scorso a Città di Castello gli aveva dedicato una bellissima mostra nell’ambito del Festival del Fumetto”. Fabrizio Bracco, assessore regionale alla cultura, con un messaggio inviato alla famiglia, esprime tutto il cordoglio dell’Umbria per la scomparsa di uno dei più grandi protagonisti ed editori della letteratura disegnata italiana, morto questa mattina, dopo una breve malattia. Sergio Bonelli era l'editore di Tex, Dylan Dog e tanti altri dei più amati personaggi del fumetto italiano. A sua volta sceneggiatore, ha creato i personaggi di Zagor e Mister No.
A Città di Castello, proprio sabato scorso si era aperta la nona edizione della Mostra Tiferno Comics dedicata interamente ad “Un Uomo un'avventura” di Sergio Bonelli. Serie a fumetti di genere avventuroso composta da 30 volumi pubblicati tra il 1976 e il 1980, realizzati dai maggiori autori del tempo e curata da Decio Canzio. Sergio Bonelli, definito da molti il Walt Disney italiano, non aveva potuto partecipare all’inaugurazione. Tra l’altro gli era stato conferito anche il premio “Poldo a Città di Castello” per la sua vita dedicata al fumetto, ritirato da Mauro Marcheselli.
“I trenta volumi editi da Sergio Bonelli “Un uomo, un’avventura” –ha scritto Bracco nel catalogo - rappresentano una sorta di apertura sul mondo e i continenti, quando ancora il mondo sembrava – nel bisogno di emancipazione e di libertà – fatto per essere esplorato, e ancora i continenti parlavano attraverso la diversità, con i loro nomi mitici che scatenavano l’immaginazione, mutuati dai grandi viaggi ed esplorazioni del secolo passato.
Coincideva tutto questo, soprattutto in quella “meglio gioventù” degli anni Settanta che aveva scardinato conformismi e false certezze, ricostituendo le basi di un pensiero critico nei confronti dell’esistente, con un bisogno di libertà, che trovava nel viaggio e nel magico risuonare di nomi esotici - intesi come l’Altrove e l’Altro-da-sé – un’espressione fondamentale, in cui l’estetica del tragitto attraverso la differenza di genti e paesi si fondeva con il compito di rompere con il monocentrismo della cultura occidentale e creare le condizioni di una pluralità di centri, fondata sul rispetto e la convivenza delle culture”.
“Grazie a Sergio Bonelli per tutto quello che ci ha dato, ha concluso Bracco. “Mi piace ricordarlo con una definizione riportata dalla stampa: “un artigianato impeccabile e invidiato in tutto il mondo ed anche la fabbrica della fantasia e dell’intrattenimento efficace”.