L’ultima mostra di Gustavo Francalancia

Spello, 26/09/2011

L’artista è deceduto pochi giorni dopo l’inaugurazione della sua personale in corso a Villa Fidelia di Spello

Commemorazione Sabato 1 ottobre 2011 – ore 17:00 Spello (Pg), Villa Fidelia

Il pittore Gustavo Francalancia, considerato uno degli ultimi eredi della Scuola Romana ed esponente di spicco del Realismo Magico, è morto l’altra mattina ad Assisi, sua seconda patria, all’età di novant’anni. Dopo una lunga malattia, lascia la moglie Vincenzina e il figlio Marco con una sfida vinta: essere riuscito a inaugurare l’ultima sua personale, in corso fino al 13 novembre nella ottocentesca Villa Fidelia (via Flaminia 70) di Spello, in provincia di Perugia. E sarà proprio in questa sede che sabato 1 ottobre, alle ore 17, si terrà l’ultimo saluto a Gustavo alla presenza dei critici Valerio Rivosecchi ed Ezio Genovesi, dei familiari, degli amici e di quanti hanno avuto modo di conoscere e apprezzare l’uomo e l’artista.
LA MOSTRA
“Gustavo Francalancia. Opere 1934-2008” rappresenta una delle antologiche più complete
che siano mai state realizzate sull’artista. In tutto 120 dipinti e 10 grafiche (alcuni dei quali inediti) che spaziano dal periodo giovanile, si veda ad esempio Il casone dipinto nel 1936
quando l’artista aveva solo quindici anni (molti altri sono gli esempi in esposizione), alle più
recenti, come l’autoritratto Natura non ancora morta del 2008, amara e ironica constatazione
dell’inesorabile trascorrere del tempo e delle sue limitazioni all’agire, al gesto pittorico. Elegante l’allestimento curato dal figlio Marco e dall’artista Claudio Carli, ispiratore della ben riuscita quadreria, arredata con i mobili originali raffigurati da Francalancia in alcuni suoi dipinti d’interni come Interno con figura (1994) o Interno con mimosa (2000), e dal quale è partita la spinta decisiva per la realizzazione del progetto dell’antologica. L’iniziativa è stata voluta con determinazione dal figlio Marco, sensibile fotografo, per rendere omaggio ad una vita dedicata alla pittura e salutare gli ultimi anni trascorsi da Gustavo ad Assisi, dove il maestro abitò fino al 1973, esercitando la professione di dentista, per poi trasferirsi a Roma dedicandosi prevalentemente al lavoro artistico.

La Capitale in quegli anni era una città dalla vita culturale molto vivace, animata da artisti e
intellettuali come Francesco Trombadori, Titina Maselli, Cesare Vivaldi e Paolo Volponi che
ne furono tra i principali protagonisti. Senza dimenticare galleristi del calibro di Plinio de Martiis,
che con la “Tartaruga” ispirò la pratica espositiva contemporanea da Leo Castelli in poi, e di
Bruno Sargentini, al quale Gustavo era strettamente legato sul piano professionale. Stimoli forti,
che si sommano a quelli di famiglia, essendo Gustavo figlio d’arte. Suo padre è stato il noto pittore
Riccardo Francalancia (Assisi, 1886 - Roma, 1965), di cui ha continuato la tradizione
riprendendone i soggetti: i paesaggi dell’Umbria e del Lazio, gli interni, le nature morte. Uno
scenario ben tratteggiato nel contributo critico in catalogo, firmato da Valerio Rivosecchi - a cui è
stata affidata anche la curatela generale della mostra -, arricchito con alcuni simpatici aneddoti che
restituiscono al lettore l’umore proprio di una certa romanità, dall’ironia scanzonata e irriverente, a
volte amara. La stessa amara ironia che ha costituito il tratto distintivo della personalità la
personalità di Gustavo, esemplificata nel titolo di un suo recente autoritratto: Natura non ancora
morta (2008, olio su tela, 50x70 cm). Tra le opere in esposizione, si segnalano Autoritratto (1983, olio su tela, 20x25 cm) e Conchiglia (1976, olio su tela, 40 x 50 cm), su cui si è invece soffermato il critico Ezio Genovesi per la loro singolarità rispetto al resto della produzione di Gustavo Francalancia. Su Autoritratto scrive: “il volto non ci guarda e non si guarda. La natura degli uomini, che Francalancia conosce bene per esperienza, lo ha disilluso: non vi sono scoperte che possano cambiare lo stato delle cose. L’asprezza della rappresentazione riflette, in quel momento, il suo sguardo sul mondo”. E sulla conchiglia, donata a Gustavo da Edita Mühlen, affermata pittrice (e moglie di Mario Broglio): “c’è una trama più profonda sotto l’apparenza di una creatura marina ridotta allo stato minerale; una trama che lega tanti stati d’animo presenti e passati. La conchiglia di Edita è sola in un mondo tutto per sé. In questa solitudine si differenzia e si eleva al di sopra delle altre nature morte: essa rivela la ricerca di un valore universale. Un archetipo di forme organiche e di successioni numeriche, dove si raccolgono tutti i significati possibili nella relazione tra le persone e la loro esistenza individuale, tra questa e la natura, tra la natura e il tempo”. Partner è la Provincia di Perugia che ha dato il patrocinio e il proprio apporto tecnico e logistico
inscrivendo la mostra nel più ampio progetto dell’Umbria quale “Terra di Maestri”. “La ricchezza
della produzione artistica umbra nel corso del Novecento riserva spazi e angoli ancora in via di
definizione dal punto di vista critico e di illustrazione al pubblico – osserva l’Assessore alle Attività
Culturali Donatella Porzi -. Di questo patrimonio, la figura di Gustavo Francalancia esprime con
forza e nettezza di contenuti la piena maturità e la perfetta conservazione nel tempo dei decenni
che, nella seconda metà del secolo passato, hanno scandito l'evoluzione e la rivoluzione delle mode e delle tendenze. E’ parso così opportuno alla Provincia di Perugia dare la possibilità di
conoscere la pittura di Francalancia riconoscendo all’artista, nel contempo, il ruolo che gli spetta
nel panorama culturale del Novecento”. L’alto valore culturale del progetto, che travalica i confini
territoriali regionali, è stato riconosciuto anche dalla Regione dell’Umbria, dal Comune di Assisi
e dal Comune di Spello.

L’ARCHIVIO DELLA SCUOLA ROMANA
La mostra, realizzata con dipinti e grafiche provenienti dall’archivio dell’artista, è anche l’occasione
per ricostruire la mappa delle opere di Gustavo Francalancia, per la gran parte disperse in
collezioni private. Chi desiderasse informare dell’ubicazione delle stesse può pertanto
rivolgersi all’Archivio della Scuola Romana in via del Babuino 89 a Roma
([email protected]).
In collaborazione con:
Mostra: Da sabato 17 settembre a domenica 13 novembre 2011 presso Villa Fidelia (via Flaminia
70) a Spello (Pg). Apertura: Da martedì a domenica. Orario 11:00 – 18:00 (settembre fino alla
19:00) Ingresso: Euro 3,00. Per informazioni: Villa Fidelia tel. 0742.652547,
www.provincia.perugia.it. Catalago: A cura di Marco Francalancia, grafica di Caterina Carli.
PS: Sono disponibili, su richiesta, le foto delle opere citate nel comunicato ed esposte in
mostra.