Legambiente in marcia da Perugia ad Assisi rilancia la difesa dei beni comuni come via maestra per costruire la pace

Umbria, 23/09/2011

Per incentivare una partecipazione consapevole all'evento è attivo da mesi il blog www.giorniverdi.wordpress.com del progetto Giorniverdi di Legambiente Umbria

Legambiente porta in marcia da Perugia ad Assisi le relazioni tra pace, giustizia sociale e tutela dell'ambiente, con un'ampia partecipazione all'appuntamento del 25 settembre. L'associazione del Cigno coglie l'occasione del 50° anniversario della manifestazione pacifista per rilanciare il protagonismo della società civile nella gestione dei beni comuni del Paese, saccheggiati dalle politiche antidemocratiche messe in campo dal Governo. E mette a supporto dell'impresa un blog nato all'interno del progetto Giorniverdi di Legambiente Umbria, che apre una finestra sui diritti violati e le problematiche da affrontare per costruire insieme l'agenda di pace e ambiente. "L'esperienza del referendum ha dimostrato che, nonostante l'Italia si stia impoverendo giorno dopo giorno in preda ad un pericoloso saccheggio di beni comuni, i media tradizionali non danno spazio e non incentivano alcun dibattito sulla questione. Ma la vittoria referendaria e lo straordinario interesse per le risorse naturali che è esploso negli ultimi due anni ha anche messo in luce che la comunicazione può viaggiare senza il supporto dei media tradizionali, attraverso il web e gli incontri tra cittadini e associazioni. Per questo è nato il blog di Giorni verdi, uno spazio virtuale attraverso il quale incentivare un'ampia riflessione sulle correlazioni tra devastazioni ambientali, ingiustizia sociale e guerre. Per costruire un'alternativa di pace basata sulla valorizzazione e la tutela ambientale e ritrovare l'entusiasmo e il bisogno di partecipazione e di impegno che ha portato alla vittoria referendaria del 12 e 13 giugno scorsi". Ha dichiarato Alessandra Paciotto, presidente di Legambiente Umbria.

Il blog di Legambiente si pone dunque l'obiettivo di costruire l'agenda di ambiente e pace nella quale le problematiche da affrontare e le proposte vengano alla luce post dopo post. Ecco, in estrema sintesi, l'agenda che si è delineata dopo i primi due mesi di riflessioni e contributi:

1.La democrazia è la condizione prima della pace tra i popoli. I sistemi non democratici che centralizzano le decisioni e il controllo sulle risorse del territorio sottraggono occupazione e mezzi produttivi e creano una cultura dell'insicurezza
2. La violazione dei diritti socio-ambientali è la principale causa dei conflitti scoppiati nell'ultimo decennio, dalle guerre per l'acqua a quelle per il petrolio, per la terra, per contrastare il modello economico dominante delle multinazionali e delle cricche al potere
3.La riduzione della produttività agricola e l'insicurezza alimentare sono una seria minaccia per la pace, pertanto l'agricoltura deve tornare ad avere un ruolo centrale nelle politiche dei Governi.
4.L'agricoltura è un bene comune, che si riflette direttamente sulla fertilità dei suoli e sulla tutela del paesaggio
5.Il controllo delle filiere agricole da parte della grande distribuzione agroalimentare ha messo in l'agricoltura italiana. Il nostro Ministro dell'agricoltura e i deputati europarlamentari italiani devono votare a favore della proposta del commissario Ciolos di riformare la PAC per gli anni 2013-2020, sostenendo i piccoli produttori, il cibo di qualità, il sostegno dei prezzi, la vendita a livello locale
6.Il mare è un bene comune.
7.Bisogna fermare le ricerche di idrocarburi in Adriatico, respingendo tutte le richieste di prospezione e abrogare il decreto ministeriale 126 del 2006 che ha reso possibili le ricerche di idrocarburi nel nostro mare
8.Restituire alle regioni e ai territori il diritto di decidere in merito alle politiche energetiche
9.Incentivare le fonti di energia alternative e politiche volte a ridurre il consumo di petrolio
10.Ripensare il nostro modello economico in termini di consumi energetici
11.Inserire i diritti ambientali nel codice penale, contro contraffazioni di marchi ed etichette, contro chi deturpa
12.Sopprimere la norma relativa al segreto di stato sugli impianti per la produzione di energia e la loro localizzazione (DPCM). Tale norma, infatti, nega ai cittadini il diritto all'accesso all'informazione e alla partecipazione al processo decisionale in materia ambientale, sancito dalla convenzione internazionale di Arbus del 1998, recepita dall'Italia con la legge 108/2011.