Foligno: Via serena non si tocca!

Foligno, 08/09/2011

Cresce rabbia e malcontento dei cittadini che chiedono vere “opere sostitutive” al passaggio a livello da chiudere.

Continua con successo la “petizione popolare” che in poco tempo ha raccolto quasi duemila firme per un “sottopasso carrabile” (anche a senso alterno) scongiurando la chiusura di una via così importante quale via Serena a causa di un passaggio a livello segnalato tra quelli da eliminare nella convenzione n. 88/2007 stipulata tra il Comune Foligno, Regione Umbria e Rete Ferroviaria Italiana spa. Nella convenzione sono previsti congrui finanziamenti ai comuni in cambio di valide “opere sostitutive” dei passaggi eliminati.
Cresce, come era prevedibile in questi casi, la rabbia e l’incredulità dei cittadini coinvolti direttamente e indirettamente dalla chiusura di via Serena, via collegata con Sportella Marini, quartiere dove sono presenti primari servizi per un cittadino (asili, scuole, farmacia, chiesa parrocchiale, sportelli postali e bancari, negozi, parchi attrezzati, impianti sportivi, ecc.)
La maggioranza dei firmatari, sono venuti solo ora a conoscenza della chiusura della via e dei conseguenti gravi disagi che dovranno subire vedendosi chiudere “la via sotto casa”.
Nel nuovo quartiere di S. Paolo, ancora oggi ruspe e betoniere cariche di cemento continuano a costruire palazzi… uno accanto all’altro, e la viabilità?
Dove andranno a camminare, come si muoveranno migliaia di nuovi cittadini residenti, forzosamente costretti, per raggiungere qualsiasi direzione ad essere incanalati su un unico e già congestionato percorso, quello di viale Ancona?
Una via non si chiude dopo aver dato il nulla osta a costruirci a ridosso, conoscendo da sempre la sua importanza e il suo ruolo strategico ed alternativo a viale Ancona e all’intera viabilità di una vasta zona comprendente, oltre tutte le vie adiacenti a viale Ancona, anche importanti frazioni e zone montane, da Corta di Colle , Colle S. Lorenzo, Ponte S. Lucia, Casenove, Leggiana, Colfiorito, Vescia, Cappanaccio, Scanzano, Acqua Bianca, Ravignano, Belfiore e varie altre.
Si è confezionato ad arte un progetto per un “marciapiede pedonale” anzi, oggi è di gran moda parlare di “pista ciclo pedonale” inserita in tutt’altra via ( tratto iniziale di viale Ancona), propagandando a gran voce che questa sarà una “valida opera sostitutiva” alla chiusura di un passaggio a livello inserito invero, in tutt’altro contesto con caratteristiche e percorsi assai differenti.
Perchè non diciamo che quel tratto di viale Ancona da anni necessita e attende un marciapiede?
Gli attuali bordi, oggi pieni di buche, dislivelli e fossati, sono lasciati al buio pesto e al degrado!
I cittadini, non hanno scelta: o rimangono chiusi in casa, altrimenti, camminando sulla strada, affrontano il serio rischio di finire schiacciati sotto le ruote di un auto; a farne le spese ed essere i più penalizzati sono sempre bambini, anziani, disabili, mamme con i propri passeggini.
E’ evidente che l’accessibilità pedonale su viale Ancona e la chiusura di via Serena sono problematiche totalmente distinte e ben differenti!
Ci si è dimenticati che via Serena ha più volte sostituito anche recentemente la viabilità di viale Ancona a seguito della chiusura della stessa per lavori di natura straordinaria?
E se al contrario, una volta chiusa via Serena, quel tratto di viale Ancona dovrà, causa forza maggiore, essere interrotto per lavori di manutenzione straordinaria e/o ordinaria, guasti e rotture delle reti, o un semplice incidente, tutto il traffico dove verrà deviato?
Chi pagherà i gravi disservizi conseguenti?


Cosa dire poi della “stradina” realizzata in tempi record a ridosso del famigerato passaggio a livello, lungo la ferrovia e situata proprio sulla parte non penalizzata dalla chiusura di via Serena, in quanto già direttamente collegata con via Sportella Marini?
Scrivendo al Sindaco della nostra città i cittadini non si spiegano il perché una lettera della locale Soprintendenza per “rinvenimenti archeologici”( zona P.L di via Serena km. 167+924), fondata principalmente su ipotesi ancora tutte da verificare, invece di aver suscitato motivi e stimoli volti ad approfondimenti per la ricerca di concrete positive soluzioni, sia servita unicamente da pretesto per una frettolosa e definitiva “retromarcia” alla realizzazione di un modesto “sottopasso pedonale”.
E la pubblica utilità di una via urbana già esistente? Il “diritto di migliaia di cittadini alla sua fruibilità contano qualcosa?
Ci si chiede inoltre come mai, a differenza di altri passaggi a livello del territorio comunale, per via Serena (ancor prima di qualsiasi rinvenimento archeologico), l’Amministrazione Comunale non abbia mai preventivato opere per un “sottopasso carrabile”? Non vi è infatti alcuna traccia nei documenti contabili di programmazione triennale ad oggi pubblicati!
Ogni firma raccolta fra le quasi duemila in pochissimi giorni, rappresenta un evidente disagio dei cittadini per un diritto negato e calpestato, per tale motivo i nostri amministratori dovrebbero cogliere l’occasione per mettere in campo ogni energia capace di dare risposte e soluzioni chiare e tempestive.
Chiudere una via inserita pienamente in un contesto urbano, densamente popolato, oltre a rappresentare una contraddizione rispetto alle motivazioni sopra esposte, è un evidente e grave isolamento per un’ampia fascia della popolazione!
Migliaia sono gli utenti di via Serena, automobilisti ma anche tanti pedoni e ciclisti amanti delle passeggiate all’aria aperta che non intendono rinunciare alla propria libertà di movimento per un passaggio a livello …..CHIUDERE UNA VIA…E’ UNA BRUTTA SCONFITTA PER TUTTI.

Il Comitato Spontaneo Residenti S. Paolo di Foligno

Francesco Tartaglini