Francesco Forgione parla a Villa Umbra di lotta alle mafie nelle pubbliche amministrazioni

Umbria, 30/03/2011

Ieri, 29 marzo 2011, presso Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica si è svolto un seminario sul tema della lotta alle mafia nella Pubblica Amministrazione Ha aperto i lavori l’Amminisratore Unico della Scuola, Alberto Naticchioni, e dopo l’intervento introduttivo dell’Assessore provinciale Donatella Porzi, la mattinata è stata gestita da Francesco Forgione, giornalista, già deputato e Presidente della Commissione Nazionale Antimafia. Forgione ha incentrato la sua relazione sul potere delle mafie e soprattutto sull’immenso potere economico, di circa 130 miliardi di euro di ’ 'ndrangheta, Cosa Nostra e Camorra; ha sottolineando la sensibile diffusione delle mafie in tutto il paese prendendo ad esempio gli ultimi comuni sciolti per mafia nel territorio del nord Italia. Ha ribadito come oggi la ‘ndrangheta, è l’organizzazione più moderna, la più potente sul piano del traffico di cocaina (mediando fra le due rotte, quella africana e quella colombiana), quella capace di procurarsi e procurare micidiali armi da guerra e di distruzione, la più stabilmente radicata nelle regioni del centro e del nord Italia oltre che in numerosi paesi stranieri
La mafia è una "potenza" economica ed è risaputo che le cosche vadano a cercare affari lì dove è più conveniente e fruttuoso. Se i territori "casa madre" nel sud del Paese come Campania, Calabria e Sicilia sono ormai stati prosciugati anche grazie alla collusione di una buona parte della politica, ci si sposta al Nord, nelle regioni più ricche, dove è possibile fare grossi affari.
Ed ecco l'allarme lanciato da Forgione: il cancro mafioso non si arresta né si trasferisce, ma si allarga, creando "metastasi" in Piemonte, Liguria, Toscana, Emilia Romagna, come in Umbria. Nonostante il fenomeno sia in diffusione, Forgione, sostiene con determinazione la necessità di continuare a lottare contro i fenomeni mafiosi di qualsiasi natura, trovando la forza di agire guardando ai grandi risultati ottenuti negli anni.
Ha chiuso la giornata Pierpaolo Romani, direttore di “avviso Pubblico”, consulente della commissione Nazionale Antimafia, che ha ripercorso prima di tutto l’iter legislativo delle norme anticorruzione ed antimafia nazionali ed europee, per poi soffermarsi sul ruolo degli enti locali, nella gestione delle risorse pubbliche, in particolare nel sistema degli appalti e su come corruzione e illegalità entrino facilmente nelle Pubbliche Amministrazioni.
Alcuni dati:
• La corruzione costa agli italiani 60 miliardi di euro all’anno.
• Vale a dire 1000 euro a cittadino
• Tassa immorale ed occulta pagata con i soldi prelevati dalle tasche dei cittadini (Corte dei Conti, 2009).

Hanno risposto all’invito della Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica dirigenti e amministratori pubblici, ma anche insegnanti e studenti di scuole superiori.