8 marzo: la presidente Marini “le donne devono essere protagoniste”

Umbria, 08/03/2011

“Qui in Umbria, come in ogni altra parte del mondo si violano i diritti delle donne, si mortificano le possibilità di una parità di genere, altre donne devono assumersi la responsabilità di lottare e impedire che ciò avvenga”. E’ quanto affermato dalla presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, aprendo i lavori dell’iniziativa organizzata dal centro regionale per le pari opportunità “…con le donne…”, svoltosi nel Salone d’Onore di palazzo Donini a Perugia. La presidente ha voluto così avviare la lunga lista di impegni per la celebrazione dell’8 marzo, Giornata internazionale della donna.
“Devono prima di tutte essere le donne, soprattutto se titolari di responsabilità istituzionali e politiche, ad impegnarsi affinché le politiche di genere per l’affermazione della parità tra donna ed uomo non impediscano il realizzarsi di tale diritto, anzi lo favoriscano. Dobbiamo altresì essere consapevoli che ogni diritto e conquista raggiunta non lo è per sempre. Occorre invece sempre impegnarsi per difendere ciò che si è realizzato e lavorare ancora di più per il tanto che ancora dobbiamo fare sulla strada della parità”.
La presidente ha voluto iniziare il suo intervento ricordando un dato che relega l’Italia negli ultimi posti della classifica relativa alla presenza di donne in ruoli di responsabilità, nelle istituzioni, come nella politica o nell’economia: “pensate che nel nostro paese nei consigli di amministrazione delle prime 20 società quotate in borsa la presenza femminile non raggiunge il 6 per cento. Una realtà che, come sappiamo, si manifesta nelle istituzioni ad ogni livello, come nella politica o nelle istituzioni di alta formazione come le università. Spetta dunque a noi, alle donne che rivestono ruoli di responsabilità, far sì che non venga leso il diritto di ogni donna a veder riconosciuto il giusto ruolo per le sue competenze e per il merito, e non semplicemente sulla base della bellezza del suo corpo”.
“Nessuna scelta è neutra ed ogni scelta può o favorire la crescita del ruolo della donna o impedirla. Così come il volto della crisi economica non è neutro. Ha, come ci dicono i numeri, il volto della donna perché questa la stanno pagando in modo particolare le donne, espulse dal mercato del lavoro in misura molto maggiore rispetto agli uomini. Ecco perché qui in Umbria, come giunta regionale abbiamo scelto di investire risorse tenendo conto di questa realtà, che rappresenta la vera emergenza. Abbiamo per esempio deciso la diminuzione dell’Irap per quelle aziende che trasformeranno in tempo indeterminato i contratti di lavoro per le donne”.
“Come Regione abbiamo molte competenze – ha continuato la presidente Marini - e le scelte che via via dobbiamo assumere possono influire concretamente sulla qualità della vita delle donne. Penso ad esempio a tutta la partita delle politiche sociali, sanitarie, della rete dei servizi all’infanzia, come di assistenza ad anziani e disabili. Tutti settori in cui è particolarmente gravoso il peso della responsabilità per la donna, impedendole di fatto di poter realizzare le sue aspirazioni nel mondo del lavoro. Per questo abbiamo deciso di non tagliare in Umbria i fondi che garantiscono un livello ancora accettabile dei servizi del sistema di welfare, ciò nonostante i drastici tagli effettuati dalle recenti manovre finanziare di questo governo che hanno in alcuni casi letteralmente azzerato i fondi disponibili ed i trasferimenti alle Regioni”.
Un altro tema sul quale la presidente si è soffermata in maniera particolare è stato quello della violenza sulle donne: "anche in questo caso i dati ci raccontano di una realtà ancora particolarmente triste e preoccupante. Al di là dei casi di cronaca di violenza su una donna, che balzano per la loro efferatezza sulle prime pagine, c'è una violenza diffusa, molto estesa, che colpisce la donna nel ristretto ambito familiare o delle sue conoscenze e per questo più difficile da individuare. In questa direzione, anche in Umbria, dobbiamo recuperare ritardi e inadempienze, investendo ancora di più in quella rete di assistenza e solidarietà che aiuti concretamente le donne vittime di violenza ad uscire dalla paura, denunciando tali realtà e sapendo che non resteranno sole”.