Associazione amici della musica presenta Stravinskij e L’histoire du soldat

Foligno, 23/02/2006

Domenica 26 febbraio, alle ore 17, l’Auditorium San Domenico accoglierà uno dei capolavori assoluti della musica del Novecento: L’histoire du soldat di Igor Stravinskij (1918), opera di grande fascino ma raramente eseguita per la sua complessità. Dopo il lusinghiero successo del concerto inaugurale applaudito da un pubblico numerosissimo, il cartellone degli Amici della Muisca di Foligno prosegue con un altro appuntamento di grande rilievo. Protagonisti della serata saranno i solisti dell’AdM Ensemble: Matteo Belli voce recitante, Pacalin Zef Pavaci violino, Giambattista Giocoli clarinetto, Paolo Carlini fagotto, Marco Bellini tromba, Massimo Gianangeli trombone, Claudio Saguatti contrabbasso, Guido Araldi percussioni.
Come previsto dall’autore il concerto si avvale di sette elementi che rappresentano le principali famiglie di strumenti nei registri estremi uno acuto e uno grave, e di una voce narrante – nello specifico Matteo Belli è anche traduttore del testo – a tratti recitazione ritmica a volte assolo. Manca invece la parte danzata dell’originale, un’assenza che tuttavia, essendo L’histoire nata come opera da camera rappresentabile con mezzi ridotti e facilmente adattabile a ogni palcoscenico, consente alla musica di uscire in primo piano e di descrivere l’azione.
Di grande originalità, l’opera fu rappresentata per la prima volta nel settembre del 1918 al Téatre Municipal di Losanna e appartiene ad un particolare periodo di sperimentazione compositiva – anni 1910-1920 – in cui si forma quello stile stravinskijano definito “cubista” per i sorprendenti parallelismi con la contemporanea ricerca pittorica di di Braque e Picasso.
Certo è che ne L’histoire du soldat Stravinskij fonde genialmente diverse esperienze di linguaggio musicale: dall’impressionismo russo al politonalismo, al jazz, alla musica da cabaret e da danza, al diatonismo. “Egli è un maestro nei caleidoscopici giochi sonori e, senza mai cadere nella contaminazione e nel pastiche, sa rispecchiare il continuo flusso vitale che…sempre gira intorno a elementi storici, nell’eterno ritorno del sempre uguale nel differente” (Renzo Cresti.
Scritta in francese nel 1918 da Ramuz, la storia è tratta delle Antiche fiabe russe di Afanas’ev e narra di un soldato che vende il suo violino al diavolo in cambio di un libro che soddisfi i suoi desideri. Inevitabile tra i contemporanei identificare la storia del “soldato” con quella dei reduci della Grande guerra. fatto però che non era nelle intenzioni di Stravinskij teso invece a dare all’opera un significato universale, quello dell’eterno motivo faustiano dell’uomo che rinuncia all’anima in cambio di denari e poteri straordinari. E’ così che nel finale le percussioni riducono al silenzio tutti gli strumenti: il violino lotta, ma soccombe. Come dice Cresti “la musica, soprattutto nella conclusione, risulta raggelata, volendo descrivere l’inesorabile destino dell’uomo solitario e senz’anima”.
La prevendita avrà luogo il giorno del concerto dalle ore 15.00 presso il botteghino dell’Auditorium (0742.344563). Per informazioni: 0742.342183 – 338.9223675 – [email protected]