Ambiente: scoiattolo grigio in espansione in Umbria, osservatorio faunistico e università attivano ricerca

Umbria, 15/05/2010

La popolazione dello scoiattolo grigio si espande sempre di più a danno di altre specie e l’Osservatorio Faunistico della Regione Umbria corre ai ripari.
E’ stata attivata una convenzione con un gruppo di ricerca del Dipartimento di Biologia Cellulare ed Ambientale dell’Università degli Studi di Perugia, per avviare un progetto rivolto allo studio della popolazione di scoiattolo grigio e finalizzato alla conservazione dello scoiattolo rosso, la principale vittima di questa specie alloctona di origine nord-americana che, da alcuni anni, ha fatto la sua comparsa nella zona di Monte Malbe, a Perugia.
“I primi avvistamenti risalgono al 2003 – hanno spiegato i ricercatori - ma recenti osservazioni degli studiosi condotte in alcune zone del capoluogo umbro, come Pian di Massiano, Ferro di Cavallo e Fontana, lasciano intendere che la specie sia in fase di forte espansione, sia numerica che spaziale. A riprova di ciò, l’ultima segnalazione registrata appare molto preoccupante, in quanto lo scoiattolo grigio è riuscito ad oltrepassare anche un’importante barriera ecologica, come la Strada Statale Trasimeno Ovest, andando a minacciare il bosco che copre la collina di Lacugnano”.
Il fatto che lo scoiattolo grigio sia presente in un “SIC”, Sito di Importanza Comunitaria, ha spinto l’Osservatorio Faunistico della Regione Umbria a stipulare una convenzione con un gruppo di ricerca dell’Università che, dopo una fase di raccolta di informazioni preliminari, è gia passata alla fase “sul campo”. “Attualmente sono state posizionate apposite trappole, chiamate hair-tube, per la raccolta di peli, al fine di individuare le aree di presenza dello scoiattolo grigio – hanno riferito gli studiosi - Gli hair-tube, sono semplici pezzi di tubo in plastica di lunghezza pari a 25 centimetri al cui interno viene posta l’esca rappresentata da semi di girasole e mais. Lo scoiattolo per arrivare all’esca è costretto a “strisciarsi” alla parte superiore del tubo, dove viene posizionato del nastro biadesivo al quale rimangono così attaccati un ciuffo di peli. Questi ultimi vengono poi raccolti ed identificati in laboratorio. Accertata la distribuzione dello scoiattolo grigio nella nostra regione, si passerà alla fase applicativa, che dovrà avvalersi dell’uso di trappole per la cattura”.
Per far comprendere l’importanza di tale progetto di ricerca e raccogliere informazioni su eventuali avvistamenti, il Dipartimento di ricerca promuoverà una serie d’incontri con la cittadinanza e distribuirà materiale informativo anche per sensibilizzare ed educare affinché si evitino liberazioni di altri animali “esotici”.
I ricercatori del Dipartimento di Biologia Cellulare ed Ambientale Dell’Università degli Studi di Perugia hanno spiegato che la principale vittima di questa “nuova” specie in espansione è lo scoiattolo rosso o comune. Ciò è ampiamente dimostrato da quanto è accaduto in Piemonte, altra regione in cui è presente lo scoiattolo grigio, con seri rischi dal punto di vista conservazionistico: nella regione l’introduzione della specie risale al 1948 e sembra sia stata effettuata con 2 o 3 coppie di animali. L’evoluzione numerica nel 1970 era ancora limitata, successivamente invece si è assistito ad una rapida espansione con un’occupazione di 250 kmq nel 1990, 380 nel 1997, 880 nel 2001 per una stima complessiva di 10 mila individui presenti. Le maggiori dimensioni corporee e la maggiore capacità di sfruttamento delle risorse alimentari, uniti all’abitudine di muoversi prevalentemente a terra, consentono allo scoiattolo grigio una migliore efficienza energetica rispetto al rosso, permettendo così alla specie alloctona una maggiore capacità riproduttiva.
Ad una iniziale fase di convivenza delle due specie, segue ben presto la definitiva sostituzione del “nostro” scoiattolo rosso con quello americano producendo “consumo” di biodiversità nativa, tanto che le Convenzioni internazionali di Berna e di Rio de Janeiro sollecitano gli stati a prevenire l’introduzione, controllare ed eradicare tali specie dal proprio territorio.
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