Approvato dal Consiglio Regionale il Piano Regolatore degli Acquedotti

Umbria, 22/02/2006

Il Consiglio Regionale dell’Umbria, con l’astensione della Casa delle Libertà, ha approvato la legge regionale che indica indirizzi e modalità cui dovrà attenersi il Piano Regolatore Regionale degli Acquedotti (Prra).
Il consigliere regionale Giancarlo Cintioli, relatore per la maggioranza, ha messo in evidenza i criteri che sono alla base del Piano: l’utilizzo primario delle acque potabili per uso umano; la tutela e il risparmio della risorsa idrica. Per Cintioli salvaguardare in termini qualitativi e quantitativi la risorsa idrica, al fine di preservare i diritti delle generazioni future a fruire di un integro patrimonio ambientale, è l’obiettivo che la Regione dell’Umbria intende raggiungere con il “Piano Regolatore Generale degli Acquedotti” (Prra) che ha individuato anche i punti fondamentali con i quali si vuol promuovere ed incentivare una corretta politica di utilizzo delle risorse idriche sia superficiali che profonde.
Tra le misure sono state individuate la promozione ed incentivazione della realizzazione di reti duali industriali e di quartiere; il recupero e riuso di acque reflue trattate; l’adozione di tecniche irrigue finalizzate ad ottenere un maggior risparmio in relazione alle diverse esigenze colturali; il risanamento delle reti acquedottistiche per il contenimento delle perdite in rete.
Queste azioni vanno attuate con il coinvolgimento delle AATO per assicurare un necessario interscambio delle risorse secondo il principio di sussidiarietà e solidarietà. In particolare, per la conservazione e la salvaguardia della “risorsa acqua”, il Piano dispone il vincolo totale delle riserve idriche individuate sin dall’ adozione del progetto di Piano da parte della Giunta Regionale.
Con il Piano, dunque, si intende ottimizzare l’uso del patrimonio idropotabile regionale, puntando alla razionalizzazione del sistema degli approvvigionamenti, all’eliminazione degli sprechi e al contenimento dei consumi, anche attraverso iniziative sia tecniche che culturali, che promuovano un uso più consapevole della risorsa idrica. È questo il primo passo per il raggiungimento di uno degli obiettivi strategici del DAP 2006-2008 che è quello della “Tutela e regolazione dell’uso di risorse idriche” che, tra le attività prioritarie per il 2006, prevedeva proprio l’approvazione del Piano Regolatore Regionale degli Acquedotti.
Una prima verifica del Piano è prevista per il 2015 mentre nel 2040 è stata stabilita una revisione sistematica dello stesso. In ogni caso il Piano potrà essere sottoposto a revisione, ogni volta mutino i principi fondamentali della pianificazione nazionale o regionale.
Per Cintioli l’approvazione di questa legge è un fatto positivo poiché ha consentito all’Umbria, prima in Italia in questa materia, di superare una disciplina ferma al 1933 che non distingueva né tra concessioni pubbliche e private, né tra concessioni prioritarie per scopo umano-potabile e tutte le altre concessioni tant’è che si è creata una situazione paradossale visto che attualmente, degli 800 prelievi storicamente consolidati dei Comuni umbri per scopo acquedottistico solamente una decina sono coperti da regolare concessione rilasciata a decorrere dagli anni ’50 ad oggi.