“Pic & Nic a Trevi” - Arte, musica e merende tra gli ulivi

Trevi, 24/04/2010

Il convegno sui “frutti dimenticati” ha aperto oggi la terza edizione di “Pic & Nic a Trevi”, con il piccolo borgo che si candida a diventare in Umbria la “città della biodiversità”. Il tempo incerto della prima giornata non ha scoraggiato i tanti avventori del picnic e delle numerose iniziative in programma.
Domani si replica per un altro giorno di “goduria”, per un’esperienza unica all’insegna della vera semplicità, una festa per chi è innamorato della natura, del buon cibo, della buona musica e dell’arte

“Se si continua in questa direzione Trevi la dovremo chiamare la città della biodiversità dell’Umbria”. Queste le parole di Ernesta Maria Ranieri, direttore regionale Agricoltura e Foreste della Regione Umbria, a conclusione del convegno “I frutti dimenticati: la stramberia di coltivare piante che nessuno ricorda”.
Con questa iniziativa si è aperta questa mattina la terza edizione di “Pic & Nic a Trevi”, con il tempo incerto della prima giornata - domani si replica - che non ha scoraggiato i tanti avventori del picnic e delle numerose iniziative in programma svolte regolarmente con un’incoraggiante partecipazione. Con il convegno riservato al tema degli alberi da frutto in via d’estinzione Trevi ha voluto pertanto segnare l’avvio nel 2010 delle celebrazioni per l’Anno Internazionale della Biodiversità proclamato dalle Nazioni Unite e dai governi aderenti alla Convenzione per la Diversità Biologica.
Dopo l’intervento di Giuliano Nalli, sindaco del Comune di Trevi, e l’introduzione dell’Assessore alla Cultura e Turismo Valentino Brizi, che ha coordinato poi i vari interventi, hanno preso la parola, oltre alla Ranieri che ha portato i saluti della neopresidente della Regione Umbria Catiuscia Marini, Isabella Dalla Ragione, ricercatrice e conservatrice di frutta antica e Francesco Pennacchi, preside della Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Perugia.
“Pic Nic a Trevi”, come ha ricordato il sindaco Nalli, “è la somma delle nostre azioni che puntano su tematiche di sostenibilità ambientale”. Per la sua prima edizione era stata festeggiata la certificazione ambientale EMAS ottenuta dal Comune con un convegno incentrato sul paesaggio olivato. Nel 2009, invece, con la manifestazione si è lanciato il Mercatino del Contadino per la promozione della filiera corta produttore-consumatore. Quest’anno, questo tranquillo weekend di “goduria”, ha voluto dedicare alla biodiversità la sua terza edizione.
La cornice di questo convegno è stata la stupenda Villa Fabri, tra i beni culturali più prestigiosi e rappresentativi di Trevi, scelta fra l’altro come sede dell’Osservatorio Regionale sulle Biodiversità. “Questo vuole essere Pic Nic – ha detto Nalli – un evento in grado di comunicare i valori di riferimento dell’economia sostenibile e valorizzare le eccellenze del nostro territorio, in sinergia con il tessuto istituzionale. L’obiettivo che intendiamo perseguire è quello di favorire modelli di produzione e di consumo che tengano conto di un’economia etica, che faccia da volano allo sviluppo dei nostri territori e che abbandoni modelli e stili di vita non più sostenibili”.
“Conservare le sue ricchezze è l’obiettivo della comunità di Trevi e dell’Amministrazione comunale – ha sottolineato l’assessore Brizi – confermato dalle buone pratiche quotidiane di risparmio energetico, di valorizzazione ambientale e di sviluppo sostenibile, oltre che dalle certificazioni ambientali e dal primo posto conseguito di recente a Roma dal piccolo Comune di Trevi, tra i tanti e grandi enti a livelli nazionale, al concorso Progetti Sostenibili e Green Public Procurement 2009. Crediamo – ha aggiunto – che ciascuno di noi può fare qualcosa per conservare la ‘molteplicità della vita’, per salvare dall’estinzione frutti, alberi, erbe, animali, ed insieme ad essi i loro habitat e i loro ecosistemi. Noi puntiamo alla salvaguardia della nostra pianura, dei fiumi, degli uliveti e della fascia collinare, dei nostri boschi, dei prodotti della nostra terra come il sedano nero e delle nostre cultivar inimitabili”.
Isabella Dalla Ragione, vera e propria archeologa arborea, ha poi parlato della sua esperienza come ricercatrice e conservatrice di frutta antica. “Proseguo con entusiasmo – ha affermato – il lavoro iniziato da mio padre Livio sul filo della sua memoria e di quello di una generazione che ha vissuto e coltivato una varietà di piante appartenenti ad un mondo rurale ormai svanito, sotterrato da un’idea di consumo ed economia più facili. Parlo di ‘stramberia’ nel coltivare e conservare piante come ad esempio la pera mazzola, l’uva passerina o la mela a muso di bue, perché fino a poco tempo fa questa mia attività era vista come una cosa strana. Adesso c’è invece una diversa sensibilità verso questi temi. I veri conservatori sono stati però gli agricoltori, che ‘disobbediendo’ non hanno seguito le indicazioni che venivano da più parti per innestare nuove varietà di piante”.
“L’Umbria è una regione fortunata da questo punto di vista – ha sostenuto Maria Luisa Ranieri – perché i percorsi per la conservazione sono stati fatti, sia grazie alla ‘disobbedienza’ degli agricoltori ma anche grazie ad un’azione politica. Incamminandoci all’interno di questo concetto di biodiversità possiamo dire che Trevi ha molte cose che la connotano in questo senso, come ad esempio il suo prezioso sedano nero”.
“In una fase in cui la crisi agricola si innesta all’interno di una più vasta crisi economica – ha infine concluso Pennacchi – bisogna innescare meccanismi di differenziazione per essere competitivi. Oggi non basta più solo l’aspetto conservativo, ma bisogna iniziare processi che portino alla produzione di identità utili a creare stadi competitivi”.

Per tutta la giornata di domani, 25 aprile, Trevi propone altri momenti di “goduria”, per un’esperienza unica all’insegna della vera semplicità, immersi nella natura e con buon cibo, buona musica e arte a volontà. Verranno replicati i tradizionali appuntamenti che in pochissimo tempo hanno caratterizzato l’evento trevano come il “picnic più famoso d’Italia”: concerti, eventi artistici, trekking naturalistici e urbani, passeggiate a piedi e a cavallo, mercatino del contadino, menu a km 0, attività per ragazzi e tanto altro ancora per non deludere i tanti numerosi visitatori.
Un picnic, con il bastone e la sportina a quadrettoni bianchi e rossi che verranno date ai partecipanti (la sportina è una borsa contenitore che all’occorrenza si trasforma in tovaglia), il quale pertanto si conferma percorso gastronomico, artistico, musicale ma soprattutto un viaggio legato al paesaggio e alle tradizioni del luogo. “Pic & Nic a Trevi”, organizzato dal Comune di Trevi con il patrocinio della Regione Umbria e in collaborazione con la Strada dell’Olio Dop Umbria, è soprattutto un picnic diffuso nella “Chiusa degli Ulivi” - splendido uliveto della seicentesca Villa Fabri con un magnifico giardino che si affaccia sulla vallata sotto a Trevi - all’insegna del mangiare semplice, dell’arte, della musica e delle viste mozzafiato. Un weekend da vivere all'aria aperta, passeggiando in mezzo agli ulivi, ammirando paesaggi, gustando prodotti tipici, tra cui il pregiato olio extravergine di oliva Dop Umbria dei produttori di Trevi, ed ascoltando buona musica.
Per conoscere ed incontrare un mondo e una cultura che a Trevi è legata a doppio filo all’olio e all’ulivo, intere famiglie, bambini, giovani e adulti, quasi in una sorta di magica “unione generazionale”, potranno trascorrere così altri momenti preziosi in luoghi incantati.