Inner Wheel fa ritratto controcorrente di Maria Montessori

Foligno, 17/04/2010

Foto di Erminio Beltrame

Antesignana in tutto ciò che fece, ricca di una personalità assolutamente eccezionale i cui tratti privati sono ancora oggi più misteriosi del suo celebratissimo metodo scientifico: queste alcune linee del ritratto, puntuale sin nel dettaglio, che Luciano Mazzetti ha fatto di Maria Montessori, quale relatore al Forum distrettuale di Inner Wheel svoltosi a Foligno nel Palazzo Trinci.
Introdotto dall’indirizzo di saluto della Governatrice del Distretto 209 Italia Alessandra Colcelli Gasperini e presentato dalla coordinatrice Stefania Giannini, rettore dell’Università per stranieri di Perugia, che ha ricordato l’influenza della grande pedagogista, nel clima culturale umbro, il presidente dell’Opera Nazionale Montessori ha sottolineato l’intreccio tra concetti e sentimenti che la figura della Montessori evoca ancora oggi: femminista ante-litteram sin dai suoi viaggi londinesi di fine ‘800, protagonista di uno straordinario percorso teosofico e antroposofico insieme, frequentatrice dell’ “Umanitaria” milanese di Turati, Treves e della Kuliscioff d’inizio ‘900, vicina al modernismo cattolico ma pure agli ambienti ebraico-massonici, capace di stigmatizzare l’antisemitismo come forma di razzismo, in conflitto con i vertici ecclesiastici per sostenere l’innocenza del fanciullo e negarne il peccato originale, precorritrice di un progetto educativo pluridisciplinare, in contatto con Freud e Russell all’estero e con il Sindaco capitolino Nathan e il Senatore meridionalista Franchetti in Italia, prima donna laureata in medicina dopo gli studi in ingegneria, matematica e pedagogia, in definitiva un mix trasgressivo di misticismo e pragmatismo, anticipatrice di quella che oggi si chiamerebbe interculturalità.
Il professor Mario Bellucci, già Presidente dell’Accademia di Belle Arti di Perugia nonché Past-Governator Rotaryano, ha dal canto suo ricordato la figura di Maria Antonietta Paolini, direttrice della materna “Santa Croce” che rivoluzionò i corsi secondo il sistema montessoriano. Al padre Bruno sarà presto intitolata una scuola umbra.
Il profilo di Adele Costa-Gnocchi, allieva della Montessori nei corsi tifernati della Montesca, è stato inoltre al centro della professoressa Donatella Cugini, docente di scienze umane: divenuta a sua volta educatrice, la giovane nativa di Montefalco intrattenne con la Maestra, cui la legava uno spiccato anticonformismo, per tutta la vita una fitta corrispondenza diretta a Roma ed epistolare, dando luogo a una convergenza sul piano umano divenuta inscindibile.
Un personaggio colpevolmente poco valutato (forse perché ha lasciato una sola pubblicazione) e che invece risulta di importanza fondamentale per la divulgazione del pensiero montessoriano, caratterizzata da una sorta di parallelismo con il figlio di Maria, Mario, e avvicinabile all’azione innovatrice del suo concittadino Don Brizio Casciola.
La Costa-Gnocchi, che gestì secondo il metodo persino una scuola media oltre che il centro nascite “Montessori” di Roma, si fece portatrice della convinzione innatista spiritualista tesa a considerare i bambini di ogni latitudine e condizione allo stesso modo rimarcando i tratti comuni dell’intera umanità, anticipando quindi l’odierna esigenza di integrazione e di apertura a diversità e valutando l’iniziativa pedagogica quale presupposto per un impegno sociale passato su principi etico- valoriani.