Crisi energetica - Le imprese pagano il prezzo più alto

Provincia di Perugia, 16/02/2006

Tra il 2004 e il 2005 aumenti del 28,8 per cento.

Le imprese stanno pagando il prezzo più alto della crisi energetica. Dal 2004 ad oggi, il raddoppio del prezzo del petrolio ha fatto lievitare del 28,8 per cento il costo dei fattori energetici per le aziende, con un’impennata del 19,7 per cento negli ultimi 12 mesi. A rilevare questo impatto è Confartigianato che ha ‘misurato’ gli effetti del caro-petrolio sulla competitività delle imprese. I rincari del prezzo dei beni energetici sono stati ben più pesanti per le imprese rispetto agli effetti, pur significativi, registrati dal paniere dei beni di consumo su cui si misura l'inflazione: negli ultimi 12 mesi, i prezzi di elettricità e gas sono cresciuti nel paniere dei consumi dell’intera collettività rispettivamente del 7,1 per cento e del 10,8 per cento, mentre per le imprese l'aumento di queste due voci di costo è pressochè doppio e pari al 19,2 per cento. La dinamica del prezzo del petrolio ha determinato una spinta rilevante anche sui prezzi della benzina e del gasolio che, nell’ultimo biennio, sono cresciuti rispettivamente del 20,3 per cento e del 32,2 per cento con l'effetto di innalzare il costo del sistema dei trasporti pagato dalle imprese. In generale, la reattività del prezzo della benzina e del gasolio rispetto al prezzo del petrolio osservata nel biennio 2004-2005 associa ad una variazione di 10 dollari/barile una crescita di 5,7 centesimi di € sulla benzina senza piombo e di 7,3 centesimi di € sul gasolio per autotrazione. La ricerca di Confartigianato mette in luce come nel nostro Paese alle condizioni critiche sui mercati internazionali si sommano alcune condizioni legate alla minore concorrenza nei mercati energetici. Queste ‘vischiosità’ di mercato determinano prezzi della benzina e del gasolio per autotrazione strutturalmente più alti della media europea. Nel caso della benzina l’Italia è al 6° posto in Europa per livello dei prezzi al lordo delle imposte. Per quanto riguarda il gasolio arriviamo alla 2° posizione mentre siamo il paese più caro d’Europa per il gasolio da riscaldamento. Il divario tra Italia e media europea dei prezzi alla pompa è del 13,6 per cento per il gasolio, del 14,2 per cento per la benzina e addirittura del 56,9 per cento per il gasolio da riscaldamento. Lo studio rivela anche alcune distorsioni specifiche nel mercato del gasolio per autotrazione. In questo caso, le inefficienze nella distribuzione e nei livelli di regolazione determinano conseguenze quali il prezzo al netto delle imposte più alto d’Europa e una crescita del prezzo nel periodo gennaio 2004-ottobre 2005 superiore del 10,8 per cento rispetto a quello della benzina. I rialzi sostenuti e prolungati del prezzo del petrolio hanno influito sulle scelte di politica monetaria, con ulteriori effetti negativi sui conti aziendali. Secondo le rilevazioni di Confartigianato, il recente aumento dei tassi di interesse di un quarto di punto da parte della Banca Centrale Europea ha determinato una maggiore spesa per interessi del sistema delle imprese di 1,523,9 miliardi di € che comprime la redditività aziendale di circa un quarto di punto (0,265 per cento).