Politiche Sociali: La giunta regionale approva le linee guida per l'area anziani

Umbria, 05/01/2009

“Dall’invecchiamento della popolazione umbra derivano nuovi bisogni e domande di servizi alle quali la politica deve dare risposta”. Riassume così l’assessore regionale alle politiche sociali, Damiano Stufara, il senso delle Linee Guida regionali per la pianificazione sociale del territorio nell’area anziani approvata dalla Giunta regionale.“L’invecchiamento della popolazione produce inevitabilmente delle trasformazioni sociali ed economiche – ha spiegato l’assessore Stufara - Di conseguenza, questo quadro demografico in perenne movimento da società più giovane a società più vecchia con una ricaduta significativa sugli stati di salute, si riflette sugli assetti familiari e relazionali che nel complesso configurano nuovi bisogni e nuove emergenze sociali. Sviluppare un sistema unitario di offerta di interventi attraverso la rilevazione delle bisogni degli anziani è proprio uno degli obiettivi della Regione”.
Stufara - dopo aver evidenziato che “l’Umbria è una delle regioni maggiormente interessate dai mutamenti connessi all’avanzata età della popolazione con una quota della popolazione con più di 65 anni che è aumentata di 4 punti percentuali dal 1991 al 2003, passando dal 19 per cento al 23 per cento” - ha precisato: “L’invecchiamento costante nel tempo degli umbri è dovuto prevalentemente alla componente dei grandi anziani, ovvero dei soggetti con più di 75 anni. Le previsioni demografiche indicano un ulteriore aumento della quota di anziani sopra i 65 anni, nella misura del 24 per cento nel 2010, con il 4 per cento della popolazione totale sopra gli 85 anni. Il confronto tra i dati anagrafici riferiti agli Ambiti territoriali umbri – ha aggiunto l’assessore - evidenzia la maggior presenza di anziani nelle zone dell’orvietano, dello spoletino e del folignate”.
“L’invecchiamento demografico comporta, oltre ai mutamenti sociali, profonde modificazioni nelle condizioni di vita e di relazione delle persone che le rende fragili, visto che la riduzione di autonomia propria dell’età che avanza impone limiti alla mobilità che vuol dire meno rapporti sociali, meno attività e di conseguenza, ulteriore compromissione funzionale, soprattutto sul piano cognitivo, e riduzione di relazioni sociali – ha detto l’assessore - La solitudine finisce così per innescare un circuito vizioso che può esitare nella progressiva perdita di funzionalità psico-fisica fino alla piena non autosufficienza. Si impone quindi, l’esigenza di spostare l’attenzione su tutte quelle condizioni limite dove la persona anziana, pur autosufficiente, non è più in grado di occuparsi adeguatamente della propria persona. Non bisogna trascurare il fatto che la fragilità che caratterizza molti anziani può essere meglio contenuta e governata in un contesto familiare supportato con interventi e servizi, anche innovativi, del welfare domiciliare e comunitario”.
Il documento approvato dalla Giunta regionale prevede anche una mappatura dei centri residenziali e semiresidenziali per gli anziani presenti sul territorio regionale: in Umbria le strutture presenti sono 48, mentre i posti disponibili sono 751 anche se solo l’1,46 per cento delle strutture prevede posti per l’emergenza o l’accoglienza temporaneità. I centri autorizzati al funzionamento sono 35, altri 7 non sono stati ancora autorizzati, altre 7 strutture invece, non hanno risposto al censimento regionale. Gli anziani inseriti nelle strutture sono complessivamente 731, di questi l’84,5 per cento è inserito in strutture residenziali(618), il 15,5 per cento in strutture semiresidenziali. In riferimento all’età il 60 per cento della popolazione anziana ospitata è ultraottantenne, mentre il periodo di permanenza è prevalentemente distribuito su periodi brevi (inferiori all’anno) e su periodi medio – lunghi (dai due ai cinque anni). L’82,3 per cento proviene dallo stesso Comune-Ambito ove è collocata la struttura.
“Gli obiettivi strategici che regolano il processo d’intervento nell’area della terza età sono vari – ha detto Stufara – Primo tra tutti c’è il sostegno al lavoro di cura e la garanzia per la libertà di scelta dell’anziano e della sua famiglia, favorire l’utilizzo delle risorse e delle abilità persistenti della persona anziana, superare il crescente isolamento sociale ed emozionale che caratterizza la vita delle persone anziane, favorendone la vita indipendente”.
Tra le finalità intermedie da perseguire nel triennio 2008/2010 c’è il consolidamento, lo sviluppo e la qualificazione delle strutture superando la dualità tra servizi domiciliari e servizi comunitari.
In quest’ambito assumeranno sempre più importanza le “Case di Quartiere” che si connotano come un servizio a carattere semi-residenziale flessibile, articolate nelle 24 ore, per le quali si prevede nell’arco di due anni, l’implementazione di almeno una struttura secondo un bacino demografico standard e comunque di almeno una struttura di servizio in ogni Ambito Territoriale.
La Regione punta anche sulle strutture innovative nell’area della domiciliarità come l’operatore di quartiere, la consegna a domicilio della spesa o dei pasti, le tariffe agevolate per l’accesso ai servizi compresi quelli a carattere culturale. Previsto infine, un sistema di monitoraggio che consentirà di rilevare e valutare l’efficacia delle principali azioni.