Gli automobilisti presi in ostaggio dalla politica, cosa succederà ora con il federalismo fiscale?

Umbria, 05/01/2009

di Alberto Laganà, Direttivo Umbria dei Valori

Un recente studio statistico indica che l’ammontare delle multe comminate agli automobilisti umbri ha raggiunto quote stratosferiche e che circa due terzi sono da ascriversi ad eccesso di velocità e divieto di sosta. Addirittura in prossimità del comune di Tavernelle sono state spese molte migliaia di euro per un sistema di rilevazione della velocità in un tratto quasi disabitato e addirittura su una discesa a pendenza accentuata tanto che bisogna frenare bruscamente per non incorrere nella salata sanzione.
Si moltiplicano poi dappertutto, nei centri storici come nelle più lontane periferie, le strisce blu a scapito dei parcheggi liberi, lievitano le tasse regionali sull’auto e come se non bastasse le assicurazioni, nonostante il diminuire dei sinistri, sono sempre più salate.
Insomma l’automobilista umbro è la classica gallina da spennare e meno male che sono scesi i prezzi per il ribasso del petrolio (escluso il metano, che invece dovrebbe seguirne il corso perché l’autorità della concorrenza dorme il sonno dei giusti) altrimenti quasi metà del bilancio familiare finirebbe in fumo.
Le casse delle amministrazioni pubbliche, sempre più dissestate, hanno trovato in chi possiede l’auto il nemico pubblico numero uno mentre invece dovrebbe essere tutelato perché chi si sposta lo fa quasi sempre per lavoro e contribuisce quindi allo sviluppo economico regionale.
Il sistema impositivo non può reggersi su queste basi ma il futuro non sembra riservarci qualche nota positiva di speranza: è alle porte il federalismo fiscale e quasi sicuramente per l’Umbria significa aggiungere tasse a tasse ed il bersaglio più facile da colpire è l’automobilista, vittima sacrificale di un sistema perverso che vede i trasporti pubblici in grave ritardo rispetto alla domanda ed il mezzo pubblico sempre più necessario.
Come se ne uscirà? Probabilmente è giunto il momento per gli automobilisti di organizzarsi e di difendersi dalla voracità dei politici nostrani intimando loro di tagliare le spese inutili a cominciare da quelle della Regione, vero carrozzone mangia soldi pletorico e spesso inutile.
L’Umbria non reggerà al federalismo fiscale prossimo venturo e sarà di fronte ad un bivio: o taglia i costi della poderosa macchina raccogli consensi messa in piedi da centrodestra e centrosinistra alleati negli sprechi o scomparirà come suggeriva uno studio della fondazione Agnelli.