Presentato libro “Il cacciatore di bambini” di Fiorucci su Chiatti

Foligno, 23/12/2008

La vicenda di Luigi Chiatti analizzata a quindici anni di distanza dal delitto di Lorenzo Paolucci e di Simone Allegretti: l’occasione è stata data dalla presentazione del libro “Il cacciatore di bambini”, scritta dal vicecaporedattore della Rai, Alvaro Fiorucci, avvenuta ieri sera nella sala video dell’Auditorium San Domenico.
“E’ un libro scomodo per aprire un dibattito in un territorio, quello umbro – ha detto l’autore – che, di fronte a questi fatti, preferisce mettere sotto al tappeto i problemi, invece di portare a riflessioni”. Il sociologo Roberto Segatori ha parlato di libro “non retorico, ad altissimo rischio, con pagine centrali durissime. La vicenda di Chiatti dimostra che la follia abita tra noi ma non ce ne accorgiamo perché la società trova sempre di più difficoltà nell’ascoltare, nel recepire segni di difficoltà”. Segatori ha parlato, tra l’altro, anche delle reazioni di fronte a questo dramma (odio, rimozione, elaborazione del lutto con il sostegno della comunità. “A Foligno è mancato l’appoggio comunitario alle due famiglie”, ha detto Segatori.
Sono intervenuti anche la responsabile del dipartimento mentale della Asl 3, Antonia Tamantini, sottolineando “la grande disattenzione nei confronti di Luigi Chiatti”, il sindaco Manlio Marini e l’assessore alle politiche sociali, Rita Zampolini, che hanno spiegato il senso dell’iniziativa, patrocinata dal Comune: “E’ un modo per affrontare questo tema - hanno detto - ma anche aprire gli occhi di fronte a possibili situazioni su tante situazioni di violenza sui bambini”.
Presente anche Fausto Cardella, procuratore della repubblica di Terni ma allora pm dell’inchiesta, che ha ripercorso le tappe delle indagini ricordando “il sistema adottato per individuare l’assassino”. Cardella ha poi parlato di “degenerazione” della stampa riferendosi al caso del delitto di Meredith rispetto ai delitti di Chiatti. “Allora la stampa lavorò con grande attenzione e rispetto – ha detto – ora si assiste ad una telenovela”. Luciano Paolucci, padre di Lorenzo, ha sottolineato che “era possibile arrivare a Chiatti prima, se si fossero seguiti alcuni indizi”. Parlando dell’assassino di suo figlio ha rilevato che “non lo odio. Mi fa pena: da bambino ha sofferto moltissimo e questo fattore ha costituito la causa delle nostre sofferenze. Ora la mia battaglia è quella di combattere per aiutare i bambini e le famiglie in difficoltà”. A proposito del libro, Paolucci ha detto che “non è stato facile leggere il libro”. E’ intervenuto anche Giovanni Picuti, legale di parte civile delle famiglie Allegretti e Paolucci, mettendo in rilievo che “il suo dovere fu quello di far comprendere che ci trovavamo di fronte ad un criminale seriale”.