Caccia – Aree Naturali per sviluppare la biodiversità

Umbria, 19/12/2008

Tracchegiani presenta in Provincia la proposta di legge che rivede la cattura nei Parchi di popolazioni selvatiche.

Le Aree Naturali Protette come motore di sviluppo della biodoversità; attuare nuove iniziative per il reperimento del fabbisogno di selvaggina ai fini del ripopolamento; effettuare le catture all’interno delle sei Aree Naturali protette regionali, mantenere uno stato sanitario delle specie animali, tali da impedire o limitare malattie che possano arrecare danni alla fauna. Tutto questo con l’obiettivo di ricostituire nel medio termine popolazioni selvatiche sufficientemente numerose ed in grado di riprodursi naturalmente svincolandosi dal ricorso di selvaggina dagli allevamenti. Queste sono le linee guida contenute nella proposta di legge a firma del consigliere regionale Aldo Tracchegiani (Presidente Gruppo Misto) dal titolo “Aree Naturali protette a carattere regionale – Cattura a scopo di ripopolamento, abbattimenti selettivi e reintroduzione di fauna selvatica”. La sua presentazione è avvenuta stamani (venerdì) alla Sala della Partecipazione della Provincia di Perugia alla presenza del consigliere provinciale Ivo Fagiolari (Pdl), Mario Bartoccini presidente del Club cacciatori “Le Torri” e Stefano Tacconi, presidente provinciale di Perugia dell’Associazione Liberacaccia. Per quello che riguarda gli abbattimenti selettivi e le reintroduzioni, la legge detta norme tese all’esecuzione di interventi volti a raggiungere un soddisfacente equilibrio faunistico ed ambientale e nel contempo a contenere i danni prodotti alle colture agricole dei terreni posti all’interno delle Aree protette. “Oramai i Parchi sono diventati come musei – ha detto Tracchegiani – dove non è possibile abbattere alcuna specie animale. Ma è questo il problema principale poiché si assiste alla proliferazione di specie animali che arrecano danni all’uomo e all’ambiente, pensiamo ai cinghiali. Pertanto è necessario procedere, in convenzione con le Comunità Montane all’abbattimento e alla cattura di selvaggina a scopo di ripopolamento. Si potrebbero, per esempio, organizzare gare cinofile nei parchi senza l’immissione di allevamento e senza sparo”. Dello stesso avviso anche Fagiolari per il quale “per agire sui dovrà procedere alla modifica della legge che istituisce i Parchi e mi immagino molti ostacoli da parte degli ambientalisti, ma è ora di intervenire per il bene dell’ambiente”. A proposito di ambiente per Bartoccini è necessario “un nuovo intervento dell’uomo su queste aree protette perché altrimenti si distrugge l’habitat. Un esempio è dato dalla situazione anomala del Lago Trasimeno in cui ogni anno, nel periodo invernale giungono 70/90 mila capi di germani e folaghe che scaricano quintali di escrementi in acqua”. Anche per Tacconi “occorre il controllo degli squilibri faunistici e le Zone di ripopolamento e cattura devono essere gestite da tutte le realtà venatorie presenti nel territorio per produrre selvaggina di qualità”.