Carovita – Blocco prezzi per un anno, Gruppi di acquisto popolari, protezione di salari e pensioni

Umbria, 10/12/2008

Rifondazione comunista chiede la riapertura del Tavolo regionale

La crisi economica si sta facendo sentire anche in Umbria tanto che 14 mila lavoratori precari non si vedranno rinnovare il contratto di lavoro e da San Giustino ad Umbertide 2 mila per lavoratori è scattata la cassa integrazione, tanto per citare qualche esempio. Questi dati sono stati resi noti dal gruppo consiliare provinciale di Rifondazione comunista – Sinistra europea che ha tenuto stamani in Provincia una conferenza stampa “per tenere alta l’attenzione sul carovita”.
I consiglieri Guido de Prisco e Luca Baldelli ed Enrico Flamini della segreteria provinciale sono tutti d’accordo nel richiedere la riapertura del Tavolo regionale interistituzionale ed intercategoriale per definire un paniere di beni e prezzi calmierati. Ricordiamo che il Tavolo era saltato per le avverse volontà di Confcommercio e Confesercenti. I rimedi per contenere gli effetti della crisi e per aiutare le famiglie in difficoltà ad arrivare alla fine del mese proposti dal Prc sono: una tariffazione sociale dei trasporti prevedendo fasce di esenzione per disoccupati di lunga durata e pensionati, il blocco dei prezzi di prima necessità almeno per un anno, incentivare la diffusione dei Gruppi di acquisto popolari, lavorare affinché il governo nazionale, di concerto con le associazioni sindacali e datoriali, si impegni a disporre una serie di provvedimenti che proteggano salari e pensioni dall’inflazione. “Da qualche mese – ha detto De Prisco – le problematiche legate al carovita sono diventate secondarie. L’unica misura che il Governo è stato in grado di prendere è la social card che non risolve il problema ma lo aggrava sulle spalle dei contribuenti. Di fronte a questa situazione – ha continuato – sentiamo il dovere di non stare zitti ed è per questo che abbiamo presentato un ordine del giorno su questi temi per coinvolgere il Consiglio provinciale”. “Le risposte di Governo e Confindustria alla crisi - ha detto Flamini – sono antipopolari perché non danno risposte a lavoratori, pensionati e stato sociale ma vanno nella direzione dei tagli”. Baldelli ha posto l’accento sull’aumento di prezzi e tariffe. “Intervenendo sul blocco dei prezzi – ha detto – viene meno la filiera che provoca aumenti di prezzo. Inoltre, per le tariffe pensiamo all’acqua le cui bollette negli ultimi anni sono aumentate molto di più rispetto al carovita. Per esempio nell’Ato 1 tra il 2004 e 2005 sono salite del 7.2% e del 9.5% nel 2006. La situazione è ancora più pesante all’Ato 2 dove le bollette sono aumentate del 30%”. Rifondazione comunista continua la sua campagna aderendo allo sciopero generale del 12 dicembre.