Immigrazione: presentata la favola “il pesciolino nero”

Umbria, 04/12/2008

“Voglio mettermi in viaggio per scoprire cosa c’è altrove, qualunque cosa sia. Sento che la maggior parte dei pesci adulti si lamentano della vita senza senso che stanno conducendo. Chi sogna una cosa, chi un’altra. Ecco perchè non voglio continuare come loro. Voglio invece scoprire se è possibile vivere in un mondo diverso anziché nuotare da una parte all’altra del ruscello fino alla vecchiaia”.
Racconta sotto forma di metafora dei desideri e delle aspirazioni di molti migranti che lasciano il loro paese per conoscere nuovi orizzonti la favola “il Pesciolino nero” di Samad Behranghi, la cui traduzione in italiano è stata presentata stamani a Perugia ad un gruppo di bambini della scuola Fabretti del capoluogo umbro. Erano presenti l’assessore regionale alle politiche sociali, Damiano Stufara, l’autore Ramin che ha curato la traduzione, la pittrice Atusa Nurmohammadi cha illustrato il testo realizzato con la collaborazione della Regione Umbria e del Cesvol.
“La favola tratta con delicatezza tematiche molto forti e di grande attualità – ha detto l’assessore Stufara rivolgendosi ai bambini – Vale veramente la pena leggere queste pagine e mi auguro che presto arrivi nelle scuole. L’Umbria – ha spiegato – è caratterizzata da una presenza significativa di cittadini migranti soprattutto tra i bambini delle scuole. Siamo tra i primi nel nostro paese per presenza di bambini non italiani tra i banchi e ciò porta a considerare l’Umbria una regione accogliente, ma determina anche problematiche tipiche dei grandi processi di cambiamento”.
L’assessore ha aggiunto che “senza il supporto dei migranti molti settori dell’economia italiana non potrebbero reggere, tra questi la cura delle persone anziane e non autosufficienti. Certo – ha aggiunto – esiste la difficoltà del confronto e incontro di culture che diventa difficile tra adulti mentre si attutisce nelle scuole tra i giovani. Un motivo in più per affrontare queste tematiche con le nuove generazioni proprio in un momento in cui aumentano le manifestazioni di razzismo. E’ impensabile che una cultura possa primeggiare su altre e proprio per questo è importante il confronto con gli altri. Come ha fatto il protagonista di questa storia – ha concluso – che era alla ricerca costante della libertà, voleva spezzare i luoghi comuni ed era sempre disponibile al sacrificio per il prossimo”.
“L’Italia ha dato molto a noi – ha detto Ramini – ma anche noi possiamo dare qualcosa a questo paese. Ecco perchè è importante far transitare nelle scuole questa favola diffusissima in Iran e scritta da un personaggio che, pur avendo vissuto l’esperienza dell’esilio, non ha mai dimenticato di essere un insegnante e tutti i giorni della sua vita ha scritto lettere e fiabe per i bambini.