Prima Mostra Nazionale di Presepi nei locali del complesso di Sant’Agostino a Montefalco

Montefalco, 02/12/2008

di Cinzia Cesana

Presepi, natività, sacre famiglie, interpretati con la sensibilità, la storia, le tradizioni e i variegati stili delle diverse regioni italiane. E, soprattutto, dai presepisti simbolo delle diverse scuole, che col loro sapiente lavoro hanno animato questo tema antico fino a creare pezzi unici, di una tale maestria artigianale che davvero sembra sfumare il confine, probabilmente inesistente, tra arte minore e maggiore. Questo vuole offrire la Prima Mostra Nazionale di Presepi che inaugurerà domenica 7 dicembre nei locali del Complesso di Sant’Agostino a Montefalco e sarà aperta al pubblico fino al 6 gennaio 2009. L’evento costituisce la VII edizione della manifestazione Lungo la Strada dei Presepi, organizzata ogni anno dall’associazione Onlus Vivere la Speranza, con l’obiettivo di raccogliere fondi a sostegno della ricerca medica contro i Tumori Neuroendocrini e le Neoplasie Endocrine Multiple.
La mostra sarà costituita da Presepi e Natività provenienti dalla Campania, dal Lazio, dalla Sicilia, dall’Abruzzo e dalla Basilicata, oltre ad un lavoro creato appositamente per l’occasione, che metterà in scena la Natività nel borgo di Montefalco, ricostruito nella sua bella Piazza del Comune e in uno scorcio suggestivo, che si amplierà con filari di vite e uliveti, rendendo omaggio alla città e alle sue note caratteristiche, borgo medievale unito e nutrito dal suo contado coltivato.
Molti i nomi di rilievo presenti in mostra: gli artisti Tiziana D’Auria, Giulietta Cavallo, Giuseppe e Marco Ferrigno, Carmine e Susi Iodice, Angela Celesti; i presepisti Marcelllo Bartolomeo, Daria Facchini, Ettore Formosa, Vincenzo Galante, Enrico Landolfi, Ernesto Mancuso, Agela Orsini, Ornella Preta, Giacomo Randazzo, Rossana Settimi, Patrizio Toresani e le opere della collezione privata di Anna e Giuseppe Martino.
Portavoce e simbolo della qualità e del valore di molte opere presenti in mostra possono essere considerate le Natività create da Giulietta Cavallo e dal caposcuola nell’arte della terracotta napoletana Giuseppe Ferrigno, scomparso l’agosto scorso, ma che ha lasciato in eredità la bellezza dei suoi lavori. Seguendone la volontà, la famiglia ha assicurato alla mostra la presenza di un lavoro del maestro, testimoniando con questo gesto come in un momento di dolore si può far vincere la speranza e la generosità, onorando pienamente lo spirito e gli scopi dell’associazione. All’inaugurazione della mostra sarà consegnata una targa intitolata alla memoria di “Peppino Ferrigno Maestro di Presepi”. Le natività di Ferrigno sono ispirate al ‘700 napoletano, manipolate nella terracotta con anche l’ausilio del legno, rivestite poi con stoffe spesso impreziosite da seta e ricami in oro. Accanto ai personaggi tradizionali, nei presepi di Ferrigno sono sempre presenti le figure care alla tradizione iconografica della sceneggiatura napoletana: Benino, il pastore assonnato, e Cioccobacco, personaggio alticcio e strampalato.
Anche le Natività di Giulietta Cavallo sono in stile ‘700, ma appartengono alla tradizione siciliana, facendola rivivere attraverso il fedele riutilizzo di materiali e tecniche antiche: la terracotta e la stoffa dipinta con colori a olio, stesi in numerosi strati successivi. Seguendo le sue radici siciliane e una maestria familiare che si tramanda in generazioni di artisti, Giulietta Cavallo realizza Natività essenziali concentrate sulla Sacra Famiglia, interpretata non in seno ieratico, ma con un approccio sentimentale, intimo, umano, che fa di Maria e Giuseppe l’esempio dell’amore, della dolcezza e dell’affetto familiare.
Opere artigianali, assolutamente meritorie del termine arte, realizzate interamente a mano dagli stessi artisti, opere uniche che sanno colpire gli occhi e il cuore.
L’unione tra “il sentimento del presepio” - così lo definisce la curatrice della mostra Angela Celesti, docente di presepistica all’Università 50&+ di Roma – e l’attività del volontariato che opera nell’anonimato per il bene dell’altro, un prossimo vicino o lontano ma comunque universale, è sempre stata sentita dai soci di Vivere la Speranza come motivo animatore di questa iniziativa. Ed è stato grazie a questa affinità che molti presepisti hanno risposto con entusiasmo e hanno reso possibile la mostra. “Il presepio non è soltanto una questione religiosa- continua la Celesti - ma un’emozione che si amplia all'interno della nostra "anima" e parla al cuore degli uomini, narrando una vicenda che è universale per la sua semplicità. Dando la disponibilità a iniziative di questo genere, ogni presepista restituisce al presepio il suo scopo più alto e importante: la generosità e l'amore verso il prossimo. Di fronte a queste creazioni anche l'uomo più distratto e laico, ha la possibilità di fermarsi un attimo a pensare, viaggiando lentamente in questo piccolo mondo, attraverso i volti che lo animano, e se ne ascolterà la voce, sarà una storia unica che porta al suo cuore”.