Il chicco non e’ ancora maturo. La vendemmia umbra 2008 sara’ poco generosa

Umbria, 08/09/2008

dal nostro inviato Gilberto Scalabrini

I mesi invernali avevano fatto ben sperare per la vendemmia 2008. Sembrava che fosse molto generosa dal punto di vista produttivo anche per la nostra regione, invece la primavera ha scombussolato tutto. I mesi di aprile, maggio e giugno, caratterizzati da frequenti piogge accompagnate in larghi tratti della provincia di Perugia anche da grandine, non hanno permesso ai viticoltori di entrare nei vigneti nei tempi giusti per un’efficace difesa preventiva, in particolare contro la peronospora e la botrite.
“Le piogge –spiega Marco Tabarrini- sono coincise con alcune fasi fondamentali del ciclo fisiologico della vite, come il germogliamento, la fioritura e l’allegagione, cioè la formazione del frutto. Infine, l’ondata di calore, iniziata a luglio, non ha abbandonato le nostre zone a vocazione viticola ed ha “pareggiato i conti” con l’abbondanza di acqua, che ha costituito, peraltro, una solida riserva idrica per le viti. I tempi di maturazione sono stati più lunghi che nel recente passato, ma i quantitativi non dovrebbero essere di molto inferiori a quelli del 2007”.
Si parla dello 0/-5 per cento. Una lieve flessione per la provincia di Perugia, ma qualcuno teme un trend negativo superiore. La provincia di Terni invece presenta un quadro migliore. Qui, infatti, l’andamento stagionale, molto piovoso fino alla metà di luglio, con il passare del tempo ha inciso negativamente sul potenziale produttivo delle viti. Alcune zone sono state colpite dalla grandine ed anche la peronospora ha fatto qualche danno. Il caldo estivo ha poi permesso una maturazione regolare.
“Adesso –spiega la signora Barbara Dominici- stiamo sfoltendo i filari dai grappoli in eccesso per far respirare meglio quelli più belli e garantire loro una migliore maturazione. Si aspetta anche un po’ di pioggia per evitare che si secchi tutto”.
Spiega un esperto enologo: “Durante la maturazione si verificano nell’uva fenomeni complessi: diminuisce la consistenza della polpa, si accumulano gli zuccheri, si formano gli aromi, aumentano le vitamine, diminuiscono gli acidi e gli elementi naturali, varia la qualità di polifenoli, di enzimi e di sostanze azotate. Il peso del grappolo aumenta fino ad un certo punto, per poi diminuire per perdita di acqua in caso di di raccolta ritardata”.
Come si individua la giusta epoca di raccolta?
“Gli indici sono quelli pratici: colore tipico della buccia,. Profumo di maturo, sapore dolce, appiccicaticcio al tatto. Insomma, bisogna osservare –conclude Giulio- l’evoluzione di maturazione delle uve a partire dalla fase dell’invaiatura, che è il momento in cui gli acini, cambiando di colore, assumono la colorazione tipica varietale del vitigno”.
In Umbria il ritardo vegetativo è stato di circa 15, 20 giorni rispetto allo scorso anno, riportando le operazioni vendemmiali alla tradizione, compresa tra metà settembre ed ottobre.
Buone invece le aspettative sulla qualità delle uve, grazie proprio ad un periodo di maturazione più lungo rispetto a quello del 2007.
Tra i viticoltori, dunque, si respira ancora un pò d’aria di ottimismo, anche se le recenti grandinate hanno provocato, in qualche zona, ulteriori danni ai vigneti. La cautela però è d’obbligo, perché l’esito finale dipenderà molto dall’andamento climatico che si avrà nei prossimi giorni, periodo in cui si concentrerà la raccolta.
La vendemmia 2008 è anche segnata da importanti novità sul piano organizzativo e normativo, dopo l'approvazione della riforma di mercato. E’ stata autorizzata, sotto la pressione di alcuni paesi europei, la pratica dello zuccheraggio, ma anche la possibilità di chiamare vino anche quello ottenuto dalla fermentazione di frutti diversi dall'uva.
“Una situazione -dice la Coldiretti - aggravata dal via libera comunitario all'arrivo sul mercato di vini da tavola senza alcun legame territoriale che potranno riportare con grande evidenza in etichetta termini come Vernaccia, Prosecco, Aglianico, Sagrantino, Montepulciano, creando confusione con le prestigiose denominazioni di origine nazionali”.
E cresce pure la preoccupazione per l’incremento dei costi di produzione. Da mesi le aziende agricole umbre, sta raggiungendo livelli sempre più preoccupanti per i prezzi di concimi, mangimi e in generale dei prodotti energetici che hanno dato uno scossone alle attività del settore primario.
La Coldiretti Umbria sottolinea che a registrare incrementi record sono i costi di produzione dei cereali, come grano e mais con incrementi del 16 per cento, ma rincari record si sono avuti pure nelle coltivazioni industriali, come il pomodoro, e per l’attività di allevamento per latte e carne che sono aumentati dell’11 per cento per bovini e suini.
“Se da un lato - precisa la Coldiretti - cercheremo di ampliare tutte quelle iniziative volte ad arginare il problema dell’aumento dei prezzi al consumo, dall’altro, va aumentato l’impegno per non far cadere in secondo piano quello dei costi di produzione delle imprese.
Senza un reddito sufficiente, non solo il primo problema si accentuerebbe, ma anche a livello locale, i risvolti socio-economici che ne deriverebbero, sarebbero ancora più gravi”.